Quella di lunedì 2 giugno è stata una delle eruzioni dell’Etna più potenti degli ultimi anni. L’Osservatorio etneo dell’Ingv l’ha ufficialmente dichiarata conclusa questa mattina, ma rende noto che il tremore vulcanico sta risalendo. Indice che potrebbero esserci altre eruzioni nei prossimi giorni e settimane.
Immagini molto suggestive, quelle della potente eruzione dell’Etna nella giornata di lunedì 2 giugno. Un’attività vulcanica così intensa, e l’eruzione conseguente, non si verificavano da diversi anni nel vulcano attivo più grande d’Europa, con una fontana di lava, il crollo di una parte del cratere di Sud-Est e l’emissione di una densa nube eruttiva che si è alzata per diversi chilometri, anche se, contrariamente ad eruzioni passate meno potenti, non ha compromesso l’operatività dell’aeroporto di Catania.
Fortunatamente, il flusso di materiale incandescente e ceneri, sceso lungo le due aree disabitate della Valle del Leone e della Valle del Bove, si è arrestato dopo aver percorso, in poco più di due minuti, circa quattro chilometri ad una velocità massima di circa 100 chilometri orari. Il rischio maggiore ha riguardato i tanti turisti impegnati nelle escursioni sul vulcano, che fortunatamente si trovavano a distanza di sicurezza. Il rischio è stato poi azzerato una volta chiuso l’accesso all’area sommitale dell’Etna. La fase eruttiva, la quattordicesima in pochi mesi, si è progressivamente esaurita nel tardo pomeriggio, con le tre colate laviche principali che si sono gradualmente raffreddate.
La fase eruttiva è stata anche ufficialmente dichiarata conclusa, ma proprio nelle ultime ore l’Osservatorio Etneo dell’Ingv, che monitora l’Etna 24 ore su 24 e che nella notte tra domenica e lunedì aveva allertato le autorità di un’eruzione imminente dopo aver notato livelli molto alti del tremore vulcanico, ha reso noto che i vari parametri di controllo sono attualmente in risalita. L’aumento di quei valori potrebbe indicare una nuova eruzione imminente, nelle prossime ore o giorni. I vulcanologi dell’Osservatorio etneo spiegano che l’eruzione può essere definita di tipo stromboliano violento, o più semplicemente come fontana di lava, e che altre eruzioni potranno verificarsi nei prossimi mesi.
I vulcanologi sottolineano anche che, quando il magma si sposta verso l’alto, finisce per premere sulle pareti dei crateri, generando instabilità, e che quando viene superata una certa soglia di resistenza, il cono può crollare, come avvenuto ieri verso l’esterno del cratere. Se l’eruzione del 2 giugno è stata tra le più potenti degli ultimi 30 anni, è probabile che ve ne saranno altre, ma non così intense, anche perché alcuni valori, come la deformazione dei fianchi del vulcano o la variazione della composizione chimica dei gas emessi, monitorati costantemente con centinaia appositi sensori installati sulle pendici dell’Etna, non hanno fatto registrare particolari variazioni.
Mount Etna erupted on 2 June at 11:24 AM local time, sending a dense ash column into the sky.
Vigorous Strombolian activity, lava & pyroclastic flows followed, as seen in this #CopernicusEU #Sentinel2 image acquired just minutes after the eruption.#ImageOfTheDay pic.twitter.com/TtGTc7s6BC
— Copernicus EU (@CopernicusEU) June 3, 2025


