Missione Amazzonia, viaggio nel polmone del pianeta Terra

Missione Amazzonia, viaggio nel polmone del pianeta Terra

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Ospite del Magazine di Teleambiente dedicato all’Amazzonia è la ricercatrice Emanuela Evangelista: “Con il documentario “Missione Amazzonia” vi porto nel polmone del pianeta Terra”.

L’Amazzonia è il polmone del pianeta Terra. Un vero e proprio patrimonio naturalistico che, in oltre 6.700.000 chilometri quadrati spalmati in nove Stati dell’America del Sud (Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Perù, Suriname e Venezuela) custodisce una foresta pluviale ricca di biodiversità. Non a caso, tra le funzioni di questo scrigno verde, ci sono sia la produzione di ossigeno sia l’assorbimento di anidride carbonica. Eppure, i cambiamenti climatici sempre più devastanti stanno mettendo a rischio l’organo vitale del Globo. Ma oggi qual è lo stato di salute dell’Amazzonia? A rispondere a questa domanda nel Magazine di Teleambiente dedicato al polmone del pianeta Terra è Emanuela Evangelista, biologa, ricercatrice e Presidente dell’Associazione “Amazonia Milano ETS”.

 

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Missione Amazzonia, l’intervista a Emanuela Evangelista 

A novembre 2024, in collaborazione con 3BMETEO, hai organizzato una spedizione in Amazzonia per raccontare il polmone del pianeta Terra, attraverso testimonianze di abitanti, ambientalisti e scienziati. Un’esperienza che ha portato alla realizzazione di un reportage firmato dal videomaker Isacco Emiliani. Che cosa ha raccontato il documentario “Missione Amazzonia”?

Obiettivo del documentario “Missione Amazzonia” è stato la verifica dell’esistenza del cambiamento climatico nel polmone del pianeta Terra. Se c’è, se è evidente, quali sono le conseguenze e come si può notare. Le informazioni raccolte serviranno per motivi divulgativi. Dopo essere andati in quattro dei nove Stati dell’America del Sud, abbiamo parlato con le popolazioni locali, dai leader delle comunità indigene ai rappresentanti dei villaggi, dagli ambientalisti agli scienziati, dai coltivatori di soia agli allevatori di bestiame. Insomma, abbiamo voluto avere un’idea completa, attraverso il racconto degli abitanti delle diverse Amazzonie. Parlo sempre al plurale, di Amazzonie appunto, perché il polmone del Globo ospita diverse realtà. Ed ecco allora l’Amazzonia sotto pressione a causa della deforestazione e degli incendi, l’Amazzonia urbana ricca di contraddizioni e l’Amazzonia forestale pronta a resistere, nonostante tutto, attraverso la difesa dei guardiani della natura”.

Attraverso riprese via cielo e via terra, la distruzione dell’Amazzonia è ben visibile. Perché si abbattono alberi?

Gli alberi dell’Amazzonia si abbattono perché non si riconosce nessun valore alla foresta in sé. Un fenomeno cominciato non oggi, ma negli Anni Settanta. Tra i motivi principali della deforestazione, l’estrazione di legname pregiato, la necessità di terre per pascoli e l’urgenza di coltivazione di soia. Soia che, a sua volta, è alla base dell’alimentazione degli allevamenti intensivi industriali dell’Europa e della Cina”.

Siamo ancora in tempo per evitare la trasformazione della foresta pluviale in una savana?

Certo, siamo in tempo e sappiamo cosa fare. Fondamentale portare a zero la deforestazione che, nonostante una lenta diminuzione, continua a essere drammatica. Secondo MapBiomas Brasil impegnata nel fare i rilevi, nel 2024 i chilometri quadrati privati degli alberi sono stati 3.777 ovvero mille ettari al giorno. Dato inferiore al 2023, quindi abbastanza buono, ma pur sempre preoccupante. Non a caso, tutt’oggi, ogni secondo un albero casca al suolo”.

Dove è possibile vedere il documentario “Missione Amazzonia”?

Il documentario “Missione Amazzonia”, dopo la presentazione ufficiale in calendario il 4 giugno 2025, sarà disponibile online sul sito web 3BMETEO“.

 

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