Se il sistema ETS (Emissions Trading System) dovesse essere esteso anche ai termovalorizzatori, si rischierebbero gravi ricadute in termini economici, ma di fatto l’Unione europea arriverebbe a smentire la sua stessa gerarchia dei rifiuti. Il rischio, come denuncia Utilitalia, è che lo smaltimento in discarica, l’ultima ratio prevista, possa diventare più conveniente rispetto alla termovalorizzazione.
Pochi temi stanno facendo discutere, a livello italiano e comunitario, come il futuro del sistema europeo ETS, relativo allo scambio di quote di emissione di CO2. Alcuni Paesi, come l’Italia, chiedono di sospenderlo, ma presto l’Emissions Trading System potrebbe addirittura essere esteso e non riguardare più solamente settori civili e industriali ad alta intensità energetica e responsabili di notevoli livelli di emissioni di sostanze climalteranti. Un caso è quello degli impianti di termovalorizzazione, che bruciano i rifiuti indifferenziati trasformandoli in energia ma che, inevitabilmente, producono una certa quota di CO2.
L’eventuale estensione dell’ETS ai termovalorizzatori potrebbe comportare conseguenze anche gravi non solo in termini economici. Di fatto, su quegli impianti si ripercuoterebbe un aumento dei costi che andrebbe poi a gravare sulle utilities, sugli Enti locali e sui cittadini, rendendo economicamente più vantaggioso lo smaltimento in discarica. Eppure, accumulare o sotterrare rifiuti nelle discariche dovrebbe essere l’ultima soluzione prevista dalla stessa gerarchia europea dei rifiuti, che promuove la circolarità ma preferisce la termovalorizzazione allo smaltimento in discarica. Anche in questo caso, l’Unione europea rischierebbe di smentire sé stessa. I motivi di preoccupazione per la possibile estensione dell’ETS ai termovalorizzatori vengono così illustrati da Utilitalia, la federazione delle utilities italiane attive in campi come l’acqua, l’ambiente e l’energia.
“Utilitalia condivide gli obiettivi di ridurre le emissioni di CO2 anche nel settore dei rifiuti, ma riteniamo che l’attuale impostazione normativa meriti un approfondimento ulteriore alla luce delle specificità dei termovalorizzatori e del contesto regolatorio che è ancora in evoluzione. I termovalorizzatori svolgono un servizio pubblico essenziale, perché trattano i rifiuti non riciclabili in nessun’altra maniera ed evitano che tali rifiuti vengano conferiti in discarica” – ha spiegato Annamaria Barrile, direttrice generale di Utilitalia – “Alla luce degli obiettivi delle direttive europee sull’economia circolare, il ricorso alla discarica deve essere l’ultima ratio. La preoccupazione, che come Utilitalia abbiamo, è che appesantendo di oneri il sistema dei termovalorizzatori si finisca, paradossalmente, nella situazione in cui diventi più facile, più agevole e più economico smaltire in discarica piuttosto che in termovalorizzazione“.
“Questo diventerebbe un effetto paradossale di quello che è l’attuale impostazione della gerarchia europea dei rifiuti, dunque avrebbe un effetto boomerang anche rispetto ad una cultura dell’economia circolare, che considera che nulla debba andare disperso e, nella peggiore delle ipotesi, debba essere termovalorizzato ma non andare mai in discarica. Non nascondo che, naturalmente, oltre a questo tema di regressione culturale rispetto all’impostazione di una gerarchia dei rifiuti e di una circolarità delle materie prime e delle materie prime seconde, c’è anche un tema economico” – ha aggiunto la dg di Utilitalia – “È evidente che anche gli elementi economici impattano poi sulle scelte che verranno fatte. Nel momento in cui i costi dovessero andare ad aumentare, come si immagina, fino a 350 milioni di euro all’anno, è chiaro che comprometteremmo la sostenibilità economica del sistema di gestione dei rifiuti“.
♻️ L’eventuale estensione del sistema ETS ai #termovalorizzatori rischia di alterare gli equilibri del sistema di gestione dei #rifiuti.
Secondo le stime di #Utilitalia, l’impatto potrebbe tradursi in un aggravio fino a 350 milioni di euro l’anno, con un incremento dei costi di…
— Utilitalia (@UTILITALIA) June 4, 2026
“Gli impianti di termovalorizzazione sono sicuri e fondamentali per la chiusura del ciclo dei rifiuti. L’eventuale inclusione degli impianti Waste to Energy nel sistema ETS, in discussione in queste settimane a Bruxelles, è solamente un aggravio per i costi dei cittadini.” -… pic.twitter.com/Kkfv14zo2D
— Utilitalia (@UTILITALIA) May 27, 2026


