Europa, economia circolare, sostenibilità, mobilità green – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Europa, 44 miliardi l’anno persi per il clima; 2) La formazione punta sull’economia circolare; 3) Da Anas un piano per la sostenibilità; 4) Mobilità green, italiani più attenti ma ancora legati all’auto

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Europa, 44 miliardi l’anno persi per il clima: Tra il 2020 e il 2023 l’Europa ha pagato un prezzo altissimo ai cambiamenti climatici: i danni economici legati a eventi estremi hanno superato quelli dell’intero decennio precedente. Lo rileva il nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, che fotografa una situazione tutt’altro che rassicurante. Secondo l’Aea, le perdite economiche annue medie hanno toccato i 44,5 miliardi di euro, cioè due volte e mezzo in più rispetto al periodo 2010-2019. Dal 1980 a oggi, i fenomeni meteo estremi hanno causato nei Paesi dell’Unione danni stimati in 738 miliardi di euro, con oltre 162 miliardi concentrati solo negli ultimi tre anni. A preoccupare è anche la mancanza di copertura assicurativa: in gran parte degli Stati membri più della metà delle perdite non è infatti garantita da polizze. Il rapporto arriva mentre in Europa resta acceso il confronto sul taglio del 90% delle emissioni entro il 2040, obiettivo proposto dalla Commissione Ue ma su cui i governi restano divisi. Una sfida che mette al centro la competitività, ma soprattutto la capacità del continente di difendere il proprio futuro da un clima sempre più imprevedibile.

2) La formazione punta sull’economia circolare: Lafert è una società fondata nel 1962 nel territorio di San Donà e produce motori elettrici. L’azienda è stata acquisita nel 2018 dal gruppo multinazionale Sumitomo ed è quindi parte integrante di una realtà a livello mondiale. La formazione dei lavoratori di Lafert, frutto della collaborazione con Fondimpresa, il fondo interprofessionale partecipato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, si è focalizzata sulla circolarità.

3) Da Anas un piano per la sostenibilità: Un piano da 90 milioni di euro per lo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di offrire standard di sicurezza sempre più elevati lungo le strade e autostrade di Anas, società del Gruppo FS. E’ quanto prevede il programma “Anas Green Road e Mobilità Elettrica”, annunciato dall’amministratore delegato dell’azienda, Claudio Andrea Gemme, nel corso del suo intervento alla Nona Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica, tenutasi a Palazzo Lombardia a Milano e organizzata da E_Mob 2025. “Anas Green Road è un progetto strategico sostenibile con una grande attenzione alla riqualificazione e alla valorizzazione dei siti oggi sottoutilizzati, a partire dalle case cantoniere, che saranno trasformate in spazi innovativi, e al servizio della ricarica dei veicoli elettrici – ha spiegato l’Ad – Anas ha un ruolo strategico come attore della mobilità sostenibile, in grado di facilitare il raggiungimento degli obiettivi climatici europei e di favorire la competitività del sistema logistico nazionale”.

4) Mobilità green, italiani più attenti ma ancora legati all’auto: Otto italiani su dieci ritengono importante spostarsi con forme di mobilità alternativa, e quasi il 40% vede nell’auto elettrica il mezzo del futuro. Ma la realtà racconta altro: oltre tre quarti della popolazione continua a muoversi soprattutto in automobile, segno che il percorso verso scelte più sostenibili è ancora lungo. È il segno di un cambiamento ancora lento, ma che trova slancio in iniziative come Urban Award 2025, il premio che dal 2017 valorizza i Comuni capaci di innovare con progetti di ciclabilità, trasporto integrato e mobilità dolce. Secondo l’ultima indagine sull’indice della mobilità sostenibile, il livello in Italia si attesta al 66%, con dati più alti tra giovani, donne e residenti nei grandi centri urbani. In crescita anche l’uso del trasporto ferroviario, scelto abitualmente dal 30% degli italiani: quasi la metà valuta positivamente l’integrazione con altri mezzi, anche se restano richieste infrastrutture migliori, biglietti unificati e una rete più accessibile. Le ragioni che spingono verso un cambiamento sono chiare: salute, tutela dell’ambiente e qualità della vita. Ma secondo i cittadini, incentivi più incisivi e un trasporto pubblico più capillare restano le condizioni fondamentali per trasformare davvero queste intenzioni in nuove abitudini quotidiane.

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