I fiori italiani sono sempre più sostenibili. Un risultato ottenuto grazie all’uso di vasi biocompostabili, materiali a km0 per la terra, l’suo di rinnovabili e attento consumo d’acqua.
Il settore ha da poco raggiunto il valore record di 3,3 miliardi di euro.
Delle prospettive di ulteriore crescita si è parlato a Pompei e a Castellammare di Stabia dove si è tenuto il Congresso nazionale del Fiore, organizzato da Coldiretti e Consulta Florovivaistica.
Tra i settori con maggiore potenzialità di espansione vi è quello delle cerimonie. L’agri wedding è arrivato a valere oltre 300 milioni di euro. “Se si guardano i dati sul destination wedding, i matrimoni green e quelli in vigna sono al terzo e quarto posto tra le scelte delle coppie, mentre sempre più gettonata è la richiesta di fiori e piante 100% italiani, sinonimo di sostenibilità.”
ha partecipato al Congresso Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti: “L’agri-wedding vale oggi 300 milioni, una grande opportunità per quanto riguarda l’esaltazione del comparto florovivaistico e soprattutto quella del fiore reciso, come abbellimento di quello che l’Italia può offrire ai tanti cittadini provenienti anche da altri paesi che decidono di passare, di trascorrere in Italia la possibilità di celebrare i loro eventi all’interno del nostro paese, nei vigneti come sotto gli uliveti, in tutto ciò che l’agricoltura può offrire.
In tutto questo il comparto florovivaistico ha un valore complessivo di 3,3 miliardi per l’intera filiera e soprattutto un valore di 1,3 miliardi per quanto riguarda le esportazioni, ma dobbiamo fare di più per quanto riguarda la semplificazione burocratica, per quanto riguarda le certificazioni legate alle esportazioni, per quanto riguarda anche l’utilizzo di tutto ciò che riguarda le molecole per proteggere le nostre piante e applicare il principio di reciprocità.
Le stesse regole che valgono per i nostri imprenditori devono valere quando noi importiamo piante e fiori provenienti da
altri paesi, diversamente si crea una forma di concorrenza sleale che noi non vogliamo che questo possa avvenire perché va a indebolire il nostro sistema che punta sempre di più sulla sostenibilità.” Ha concluso Prandini.


