Ogni 1° dicembre si celebra la giornata mondiale contro l’AIDS. Si tratta di un momento in cui è doveroso fare il punto dei passi in avanti fatti nel contrastare malattia e stigma. I dati diffusi dal Gay Center e raccolti tramite il servizio Roma Checkpoint rivelano che il 53% dei testati non usa protezioni, mentre solo il 32% esegue il test per l’AIDS dopo avere avuto rapporti a rischio.

Nel 2025 oltre 6 mila persone in Italia hanno contatto il servizio di Gay Help Line 800 713 713, per informazioni e supporto nella diagnosi e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, oltre 400 le persone testate persone testate gratuitamente per HIV, sifilide e HCV.
Il dato delle malattie sessualmente trasmissibili in aumento in Italia tra i giovani è confermato dai dati del checkpoint che rilevano la disabitudine a usare il preservativo durante i rapporti sessuali. Il 62,4% delle persone che hanno effettuato il test ha meno di 30 anni, di questi il 55,4% ne ha meno di 25. A mancare alle nuove generazioni è spesso la percezione del rischio a cui ci si espone e l’importanza di individuare subito eventuali malattie per potere ottenere una guarigione o un miglioramento delle condizioni di salute.
“Il 70,4% delle persone testate è composto da uomini, il 23,8% da donne e il restante 5,9% da persone trans o non binarie, a dimostrazione della capacità del servizio di intercettare bisogni diversificati e di essere riconosciuto come uno spazio sicuro anche dalle soggettività più esposte allo stigma.”
Un altro elemento rilevante riguarda il persistere dello stigma: il 6% delle persone dichiara di aver evitato consapevolmente rapporti sessuali con una persona HIV positiva. Il dato – sottolinea il Gay center -conferma quanto la sierofobia continui a essere alimentata dalla disinformazione, nonostante oggi sia scientificamente dimostrato che una persona in terapia efficace non trasmette il virus.


