Secondo Coldiretti, il fiume Po sempre più in sofferenza a causa delle temperature estreme degli ultimi giorni può mettere a rischio i prodotti agroalimentari del Made in Italy.
Cresce l’allarme siccità sul fiume Po a causa delle temperature estreme degli ultimi giorni. A soffrire maggiormente è la Pianura Padana considerata il principale polo agroalimentare italiano. Tre, almeno fino a oggi, le situazioni più critiche con il livello idrometrico già sceso di -3,4 metri nel Ponte della Becca, in provincia di Pavia, in Lombardia, di -6,7 metri a Pontelagoscuro, a pochi chilometri dal centro di Ferrara, in Emilia-Romagna, e di -8 metri a Cremona, sempre in Lombardia. Tutti territori che, a detta di Coldiretti, contribuiscono alla nascita di quasi un terzo del cibo Made in Italy, dal mais al pomodoro, fino al riso. E non finisce qui. Già, perché attorno al fiume Po ci sono la maggior parte degli allevamenti bovini e suinicoli italiani impegnati a produrre prosciutti e formaggi.
“Sono preoccupato per la situazione socio-economica. Gli unici supporti che possiamo avere sono nelle zone ricche di pozzi“, commenta l’agricoltore Rossano Remagni Buoli.
Una condizione drammatica, dunque. A maggior ragione, oggi più che mai, Coldiretti ribadisce l’urgenza della realizzazione di un Piano nazionale degli invasi, cioè di una rete di bacini multifunzionali dotati di sistemi di pompaggio capaci anche di produrre energia idroelettrica. Due gli obiettivi: la raccolta e la conservazione delle acque piovane durante l’anno per aumentare la disponibilità di risorsa idrica in estate e il contributo alla mitigazione degli eventi meteorologici estremi sempre più devastanti.
E’ allerta siccità nel bacino del fiume Po con il livello idrometrico che va dai -3,4 metri del Ponte della Becca (Pavia) ai -6,7 metri di Pontelagoscuro (Ferrara) fino ai -8 metri di Cremona, facendo salire l’allarme in un’area dove nasce quasi 1/3 del Made in Italy
— Coldiretti (@coldiretti) June 22, 2026


