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The Zen Circus, tappa a Roma per ‘Un’estate al Male’

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‘Un’estate al Male’ è il nome del tour estivo dei The Zen Circus: la band pisana è giunta alla quarta tappa nella Capitale, e con TeleAmbiente ha affrontato alcuni dei temi ricorrenti in tutti gli album: dal male interiore a quello che ci circonda, passando per i gap generazionali e… l’amore per i gatti e gli animali in generale. 

Si chiama ‘Un’estate al Male‘ ed è il tour estivo dei The Zen Circus, partito lo scorso 29 maggio da Livorno e che domenica 21 giugno ha fatto tappa a Roma, a Testaccio Estate. Il nome del tour, che attraverso altre 15 date andrà avanti fino al 7 settembre a Milano, riprende quello dell’ultimo album della band pisana, che dà anche il nome alla prima traccia del disco. Tra vecchi successi e i nuovi brani dell’album uscito nello scorso settembre, più di una generazione di fan si è radunata a Roma, come già accaduto anche in occasione del tour dello scorso inverno. I temi sono sempre quelli ricorrenti nella discografia dei The Zen Circus, dall’analisi sociale a quella più intima e interiore, passando per il rapporto tra l’individuo, con i suoi pregi, difetti e fragilità, e la società che lo circonda. Temi che ritornano prepotentemente anche nell’ultimo album.

Partiamo proprio dal titolo dell’album e della traccia omonima, che affronta il male che è intorno a noi e un po’ anche dentro di noi. Questo male è innato, credete ancora nel libero arbitrio o forse questo male è ineluttabile e quindi forse un po’ bisogna anche cedere per non cedere al “bene artificiale” di cui parlate nel brano? 
Karim Qqru (batterista The Zen Circus): “Io credo che il libero arbitrio possa convivere tranquillamente con il male, a volte in modo drammatico e a volte in modo normalissimo. Diciamo che suoniamo in un momento storico in cui di libero arbitrio ce n’è sempre di meno e di male ce n’è sempre di più. Poi ogni epoca è figlia del suo tempo, nel senso che magari 300 anni fa, durante le guerre napoleoniche, lo pensavano allo stesso modo. Sicuramente, noi che abbiamo qualche annetto in più rispetto agli ultimi venti anni, un po’ di male in più, sia dentro che fuori, ne vediamo“.

Questo album è ad altissima densità felina, abbiamo un gattaro DOC come Andrea Appino, anche molto social, perché abbiamo visto un account Instagram creato per Braulio e Beluga. Diciamo che qualche citazione felina era già presente negli scorsi album, ora le abbiamo esplicitate sia con ‘Miao’ che con ‘Meglio di niente’, in cui è citato direttamente Braulio. 
Andrea Appino (cantante e chitarrista The Zen Circus): “Assolutamente, i gatti nelle nostre canzoni ci sono da sempre perché io da sempre sono gattaro. Sono cresciuto con una gattara, sono nipote di una gattara e non poteva che andare così. A parte la questione dei miei, di gatti, in generale sono una presenza importantissima nella mia vita. Questo disco è figlio anche, oltre che di tutti i mali di cui avete parlato prima e di altri che non abbiamo citato in questa intervista ma sarebbe un po’ lunga, anche di un male che sicuramente è più piccolo ma di certo non poco importante nella musica leggera e nella musica in generale, che è la fine di una relazione.
Mi sono ritrovato a costruire un rapporto con questi miei due gatti, che sono diventati a tutti gli effetti la mia famiglia. È ovvio che quando poi vai a scrivere, e sei in quei momenti intimi, ti giri e vedi lo sguardo di un animale che di sicuro ha un certo tipo di magnetismo. Non voglio fare i discorsi ‘Sono meglio delle persone’, anche se temo che un giorno finirò per farli, ma è ancora troppo presto. Adoro tutti gli animali ovviamente, sono animalaro, ma i gatti sono particolari, per crescita familiare, per questioni di magnetismo e perché con loro si impara a dare senza ricevere. Saluto i nostri fan gattari e i follower gattari di TeleAmbiente, io finirò molto probabilmente i miei giorni circondato dai gatti, come la gattara dei Simpson, farò quella fine lì“.

C’è poi una canzone che è candidata a diventare un inno generazionale per tutti quei millennial che si stanno per approcciare o si sono già approcciati ai 40 anni, che è ‘Vecchie t***e’. Quanto vi sentite vecchie t***e? 
Massimiliano ‘Ufo’ Schiavelli (bassista The Zen Circus): “Sicuramente nella canzone parliamo specificamente di noi, ovvio che non ha nessun intento polemico quanto piuttosto il divertissement, è un pezzo molto autoironico sulla consapevolezza che comunque il tempo va, le tue convinzioni di essere così diverso e così particolare poi si sfumano, alla fine diventi un borbottone, alla fine si nasce rivoluzionari e si muore conservatori, si potrebbe dire questo per semplificare.
Il brano è un tentativo anche di ironizzare su un’invidia che si inizia a provare verso un momento generazionale che noi ormai vediamo un po’ lontano. È uno scherzo, fondamentalmente un po’ grottesco. E poi c’è anche un momento un po’ di orgoglio in questo, cioè di essere persone che, come si dice, ne hanno visti di cavalli e ne hanno mangiati di panini, e ci divertiamo a scherzare su questo, senza voler ovviamente salire in cattedra o quelli che ‘Ve l’avevo detto che sarebbe andata così’. Tanto poi si muore tutti comunque…
Il brano è piaciuto anche per la sua vis polemica e per il titolo anche un po’ entrante, abbiamo fatto le magliette che stanno andando forte, quindi piace, in questa epoca polemista in cui, devo aggiungere purtroppo, piace anche molto farsi vedere politicamente scorretti. Noi non siamo corretti né scorretti, siamo solo noi, però fa ridere il fatto che attualmente fa molto figo anche essere quelli che la pensano diversamente“.
Karim Qqru: “Possiamo anche dire che l’idea primigenia del disco era di chiamarlo ‘Vecchie t***e’, con noi in copertina vestiti da vecchie t***e“.
Massimiliano ‘Ufo’ Schiavelli: “Ci piaceva l’idea, poi abbiamo optato per una soluzione grafica più pulita, diciamo più commerciabile, da prodotto, con una grafica più minimale e accattivante, ‘Il Male’ scritto in nero su sfondo rosa, ‘bellino’. E devo dire che ‘Vecchie t***e’ rimane un pezzo che ci diverte molto nel suonarlo, non vorrei dedicarlo al nostro pubblico ma potrei anche farlo“.

Si ringraziano The Zen Circus e Big Time per la cortese disponibilità.

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