Frane, allagamenti ed esondazioni in Friuli Venezia Giulia: due vittime a Cormons, in provincia di Gorizia, a causa di una frana che ha colpito le abitazioni. Esondato il fiume Torre ed evacuate oltre 300 persone.
Continuano le operazioni di soccorso in Friuli Venezia Giulia dopo l’ondata di forti piogge che hanno colpito dal 17 novembre soprattutto le province di Gorizia e Udine. A Brazzano, nel comune di Cormons, una frana di fango ha travolto tre abitazioni causando due vittime, un uomo di 32 anni e una donna di 86.
In quest’area si è abbattuta un’alluvione lampo che ha scaricato circa 300 millimetri di pioggia in poche ore. Un evento non previsto dalle autorità, che avevano diramato solo un’allerta gialla per le condizioni meteo.
Dall’inizio del nubifragio, le squadre dei vigili del fuoco hanno effettuato oltre 300 interventi sul territorio per mettere in sicurezza le zone interessate dagli allagamenti. A causa delle forti piogge, a Romans d’Isonzo è esondato il fiume Torre e circa 300 abitanti di Versa, frazione del Comune, sono stati sfollati. Colpite anche le zone di Udine, Palmanova, Trivignano e Manzano.
Per aiutare la regione colpita dalla drammatica ondata di forti piogge, l’Emilia-Romagna ha messo a disposizione uomini e mezzi della protezione civile per supportare le operazioni di soccorso. Personale in rinforzo è arrivato anche da Lombardia e Veneto.
“Oggi abbiamo l’ennesima conferma che i cambiamenti climatici sono una realtà dagli effetti potenzialmente distruttivi e che va contrastata con politiche rapide, efficaci e condivise con tutti i territori” – ha spiegato il presidente della regione Emilia Romagna Michele De Pascale. – “È una sfida che ci riguarda tutti, e che va messa in cima alle priorità del governo del Paese. Lontano dalle polemiche, ma con la voglia di agire rapidamente”.
Frane e alluvioni in Friuli Venezia Giulia, Greenpeace: “Clima destabilizzato”
Gli episodi, sempre più frequenti e intensi, che hanno colpito il nord Italia, sono l’ennesima conferma della crisi climatica in corso: nelle zone colpite dal nubifragio, in poche ore è precipitata la quantità di pioggia che di solito si registra in due mesi.
“Le piogge eccezionali, gli allagamenti e le frane che stanno colpendo il centro-nord confermano quanto gli eventi estremi stiano diventando più frequenti e più intensi in un clima ormai destabilizzato”, ha dichiarato Chiara Campione, direttora esecutiva di Greenpeace Italia.
L’associazione ambientalista ha inoltre ricordato gli enormi costi umani, sociali ed economici che ricadono sui cittadini e sulla spesa pubblica dei Paesi colpiti dagli eventi metereologici estremi. Secondo i dati dell’Indice di Rischio Climatico (CRI), tra il 1995 e il 2024, nel mondo si sono verificati oltre 9.700 eventi meteorologici estremi, con più di 830.000 vittime e oltre 4.500 miliardi di dollari di danni diretti.
“In queste stesse ore, alla COP30 di Belém si discute dell’uscita globale dai combustibili fossili e della protezione degli ecosistemi, decisioni che incidono direttamente sulla sicurezza delle persone e sulla lotta alla crisi climatica – ha sottolineato Campione – Di fronte a quello che sta vivendo il nostro Paese, non possiamo più permetterci mezze misure”.
“La transizione energetica e la protezione del territorio non sono scelte politiche, ma un dovere verso le persone che oggi rischiano la vita. I dati della comunità scientifica lo confermano senza possibilità di equivoci: i governi non possono più ignorare il problema, devono smettere di proteggere le aziende fossili, principali responsabili della crisi climatica, e farle finalmente pagare per i danni che stanno causando. È questo il passo concreto che serve adesso”, ha concluso la direttora esecutiva di Greenpeace Italia.
Siamo vicini alle comunità del Friuli-Venezia Giulia, della Liguria e della Toscana colpite dalle alluvioni delle ultime ore e siamo preoccupati per le persone ancora disperse. Poco fa è stato trovato il corpo senza vita di uno di loro.
Le piogge eccezionali, le inondazioni e le… pic.twitter.com/Z7HjY940Sm
— Greenpeace Italia (@Greenpeace_ITA) November 17, 2025


