Gaza, il rapporto sull'economia di genocidio di Francesca Albanese

Gaza, il rapporto sull’economia di genocidio di Francesca Albanese

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Francesca Albanese, Relatrice Speciale nominata dall’Onu per i territori palestinesi occupati, presenta il rapporto “Da un’economia di guerra a un’economia di genocidio” alla Camera dei Deputati.

L’incontro organizzato dall’onorevole Ascari, che presiede l’Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele, vuole riconoscere il valore del lavoro svolto da Albanese recentemente colpita da sanzioni statunitensi proprio a causa delle sue investigazioni sul genocidio commesso a Gaza.

Francesca Albanese ha sottolineato la necessità di comprendere quanto sta accadendo a Gaza: “Io credo che questo rapporto, come alcuni commentatori hanno osservato, offre un momento di sintesi, di comprensione dell’insieme dall’interno. Nel senso che sin dall’inizio del mio mandato io ho cercato di illuminare questioni strutturali come la necessità di realizzare il diritto all’autodeterminazione, al di là della questione della soluzione politica, uno Stato, due Stati. Ho cercato di spiegare come tutti i palestinesi si trovano in condizioni di privazione della libertà personale sotto l’occupazione militare di tipo coloniale israeliana. Quando parlo di colonialismo lo faccio in senso tecnico, non è un termine che uso con leggerezza o per ideologia.”

“Occupare una terra,- continua Albanese-  depredandola delle risorse, scacciando chi la abita, è colonialismo di insediamento, se fatto da un paese esterno. Poi ho scritto rapporti sull’infanzia, sul genocidio. Questo rapporto adduce degli elementi di lettura che francamente mancavano, nel loro
insieme, nella letteratura onusiana, nella comprensione di quello che Israele sta facendo e
perché lo sta facendo.”

“Non è soltanto per ragioni ideologiche che Israele ha continuato il genocidio, non è solo per
ragioni ideologiche che gran parte della comunità internazionale continua a sostenere questo
genocidio. Israele, anche nel momento in cui commette crimini di guerra, crimini contro
l’umanità e genocidio, è perché c’è gente che ne approfitta. Ci sono aziende i cui introiti sono
cresciuti in maniera esponenziale.

Sicuramente ci sono quelli, l’industria degli armamenti, l’industria bellica, l’industria della
sorveglianza che ha trovato in Israele la start-up nation per eccellenza, perché i palestinesi
hanno da sempre fornito un bacino su cui sperimentare queste tecniche di strumenti di
sorveglianza. Ma ci sono poi tanti altri elementi quanto le università, le banche, i fondi
pensione. Qualsiasi azienda sia legata all’occupazione è un’azienda che viola i propri obblighi di
due diligence in seno al diritto internazionale.

E’ chiaramente la responsabilità principale degli stati, ma non è che alle imprese si può ritenere che sia concesso ciò che è proibito agli stati. Quello che è più grave è che nonostante le aziende siano state messe in mora per decenni, negli ultimi venti mesi hanno con consapevolezza e con intenzionalità mantenuto e hanno continuato a dare il proprio supporto ad Israele nel
momento in cui dichiarava ed eseguiva un piano genocidario nei confronti dei palestinesi,
soprattutto a Gaza. Dispiace, ma ci sono anche entità o aziende italiane in questo contesto.
Io ho messo assieme un database, una banca dati di mille imprese, di mille aziende. Ci sono
anche università italiane, la cui inchiesta non sono riuscita a terminare entro la fine della
stesura del rapporto, ma continuerò nei prossimi mesi e anni. Però la Leonardo S.p.A. è una
delle criticità gravi dell’analisi che ho fatto e anche delle responsabilità del nostro Paese”, conclude Albanese.

Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle ha spiegato le ragioni che hanno portato all’organizzazione della conferenza stampa: “Viviamo in una società in cui chi dice la verità viene sanzionato e chi commette il genocidio viene tutelato e protetto, come avviene nel caso del governo terrorista e genocida di Israele. Per me è un vero onore avere organizzato oggi questo importantissimo momento di riflessione assieme all’Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele, che coordino e presiedo. È doveroso che Francesca Albanese parli dentro le istituzioni italiane e soprattutto che ci dica quella verità per cui è stata sanzionata da ultimo dagli Stati Uniti, per aver fatto fino in fondo il suo lavoro. E questo perché? Perché Francesca Albanese è una costruttrice di pace ed è patrimonio dell’umanità. E quindi io rivolgo un appello veramente a questo governo, a questa maggioranza, ritornate ad essere umani.” 

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