Non solo le cure, ma anche la bellezza per le pazienti dei reparti oncologici, perché nel percorso di guarigione, oltre alla terapia, è importante anche la componente psicologica. Questa l’idea alla base della Giornata della bellezza in oncologia, promossa dall’associazione La Voce di Calliope APS, giunta quest’anno alla sua seconda edizione e tenutasi domenica 19 aprile presso l’ospedale San Pietro – Fatebenefratelli di Roma.
La bellezza da affiancare alle cure per le pazienti e i pazienti dei reparti oncologici, perché oltre alla terapia, in un percorso di guarigione, una certa importanza è rivestita anche dalla componente psicologica. Questo, in estrema sintesi, è l’idea alla base della Giornata della bellezza in oncologia, giunta quest’anno alla sua seconda edizione e che si è tenuta domenica 19 aprile presso l’ospedale San Pietro – Fatebenefratelli di Roma. L’evento è stato presentato ufficialmente presso la sala stampa della Camera dei deputati, ma di cosa si tratta? A spiegarlo è la sua ideatrice, la dottoressa Paola Sbardellati, psicoterapeuta, responsabile del laboratorio di estetica in oncologia dell’ospedale romano e presidente dell’associazione La Voce di Calliope.
“È una giornata dedicata proprio all’estetica in ambito oncologico, perché la bellezza fa parte della cura. Non vogliamo semplicemente andare a parlare di trattamenti estetici fini a se stessi, ma di tutti quei trattamenti per cui, usufruendo degli specialisti che oggi presenteremo, tutti i pazienti che stanno attraversando le cure possano reidentificarsi con una immagine di sé più adeguata” – ha spiegato Paola Sbardellati, psicoterapeuta, presidente dell’associazione La Voce di Calliope APS e responsabile del laboratorio di estetica in oncologia presso l’ospedale San Pietro – Fatebenefratelli di Roma – “Purtroppo, i trattamenti chemioterapici vanno ad alterare anche quella che è l’immagine, e ci si ritrova ad affrontare un cambiamento, non richiesto, non voluto e il più delle volte ovviamente in negativo. Quindi, tutto lo staff che può essere utile dal punto di vista dell’estetica è fondamentale in queste circostanze, e la nostra associazione cura proprio questi particolari“.
L’edizione di quest’anno della Giornata della bellezza in oncologia ha avuto anche una importante novità.
“Quest’anno la Giornata della bellezza in oncologia avrà una veste un po’ diversa, perché andremo a fare una sfilata. Donne che hanno avuto il tumore insieme ad altre donne che non hanno avuto il tumore” – ha aggiunto la dottoressa Paola Sbardellati – “Questo, a testimonianza di un concetto importante: tutte unite contro lo stigma della malattia. Questo proprio perché si ha la malattia, ma non si è la malattia“.
“Importante è la serietà di questo progetto che è continuativo, perché la continuità ti dà la misura dell’impegno, ed è importante per quello che rappresenta per il paziente. La prima fase della cura comincia nella testa delle persone, nella loro determinazione e volontà, e anche il vedersi in un determinato modo è un segnale di speranza, perché la dignità della persona deve assolutamente prescindere dalla condizione della sua patologia” – ha spiegato invece l’onorevole Annarita Patriarca, deputata di Forza Italia – “Sono stata contenta di poter essere ancora una volta a testimoniare, accanto a chi si impegna in questa direzione. Questo Parlamento ha dimostrato di essere sensibile a queste tematiche, ricordo tra tutte la legge sull’oblio oncologico, a prima firma di una parlamentare di Forza Italia, l’onorevole Patrizia Marrocco“.
“Un segnale importante è quello di andare sempre nella stessa direzione: quella che tutela la dignità del paziente e che sa che la cura non è soltanto data dai farmaci, ma comincia dal rafforzare la volontà della persona e dal dare al paziente la speranza. E la speranza è anche accettazione di sé“, ha poi aggiunto Annarita Patriarca.


