Giornata mondiale del leone, in 25 anni perso il 50% della popolazione

Giornata mondiale del leone, in 25 anni perso il 50% della popolazione

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In occasione della Giornata mondiale del leone, in calendario ogni 10 agosto, il WWF ribadisce la necessità di tutelare il “re della savana” sempre più vulnerabile a causa delle attività antropiche. 

Mantello arancione per mimetizzarsi tra l’erba secca, criniera vistosa a simboleggiare la potenza e denti affilati utili a sbranare le prede. Il leone è uno degli animali più affascinanti del pianeta Terra. Così maestoso, eppure, così fragile. Già, perché bracconaggio, cambiamenti climatici, conflitti con l’essere umano, distruzione degli habitat e inquinamento lo stanno portando all’estinzione. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata mondiale del leone, in calendario ogni 10 agosto, è il WWF da sempre in prima linea per tutelare il “re della savana” residente nell’Africa subsahariana.

Eppure, proprio qui, il felino all’apice della catena alimentare occupa appena il 10% della sua storica fortezza. Non a caso, la riduzione della popolazione del mammifero capace di mangiare tra i 5 e i 7 chili di carne al giorno sembra non arrestarsi: -50% di esemplari soltanto negli ultimi 25 anni. Tradotto: 1 leone su 2 rispetto al 2000, oggi, non esiste più.

Proteggere Panthera leo, questo il suo nome scientifico, diventa, quindi, una necessità per garantire l’equilibrio ecologico del Globo. La sua presenza, inoltre, contribuisce alla tenuta economica del Continente Nero, attraverso le crescenti attività connesse al turismo naturalistico, dalle escursioni ai safari, fino alle spedizioni. Fondamentale, dunque, la collaborazione di tutti gli attori coinvolti per garantire una convivenza pacifica con il “re della savana” sempre più vulnerabile.

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