Agricoltura, export, agroalimentare, birra – Agrifood Magazine

Tabella dei Contenuti

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente: 1) Agricoltura e pesca, accordo di partenariato tra Italia ed Etiopia; 2) Agroalimentare, export italiano da record nel 2024; 3) Agricoltura UE, produzione resistente nonostante le sfide globali; 4) La birra continua a conquistare l’Europa

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con TeleAmbiente:

1) Agricoltura e pesca, accordo di partenariato tra Italia ed Etiopia: Rafforzare la cooperazione bilaterale nei settori strategici dell’agricoltura, della pesca e della trasformazione alimentare, valorizzando investimenti, innovazione e sviluppo di filiere sostenibili. E’ questo l’obiettivo del Memorandum d’Intesa tra Italia ed Etiopia firmato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, e dall’omologo etiope Girma Amente. L’accordo definisce numerose aree di collaborazione, tra cui la ricerca congiunta di opportunità di investimento e finanziamento per la produzione e il commercio di prodotti agroalimentari, ittici e animali; la promozione dell’accesso a sementi di qualità nelle zone a rischio alimentare, il sostegno allo sviluppo di produzioni agricole a filiera corta, con particolare attenzione ai programmi di alimentazione scolastica nelle aree vulnerabili. La gestione dell’accordo sarà affidata a un Comitato Congiunto, composto da rappresentanti di entrambi i Ministeri, che si riunirà annualmente alternando le sedi tra Etiopia e Italia e garantirà il monitoraggio e la promozione delle attività previste.

2) Agroalimentare, export italiano da record nel 2024: Nuovi record per gli scambi con l’estero per l’agroalimentare italiano, anche nel 2024. Le esportazioni crescono dell’8,7% a fronte di un aumento delle importazioni del 5%, determinando un netto miglioramento della bilancia agroalimentare, che torna positiva dopo il deficit del biennio 2022-2023. È quanto emerge dal Rapporto sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 33^ edizione, realizzato dal Centro CREA Politiche e Bioeconomia. Nel 2024 si registra un primato per l’export agroalimentare che raggiunge i 68 miliardi, mentre l’import si attesta a 67,2 miliardi. Ottima anche la performance per le esportazioni del Made in Italy agroalimentare con una crescita del 9,3% rispetto all’anno precedente, maggiore di quella dell’agroalimentare nel complesso. A trainare tale andamento sono soprattutto i prodotti trasformati e le bevande. Il focus sugli Usa evidenzia l’importanza di questo mercato per le esportazioni agroalimentari, con un peso dell’11% nel 2024, confermando il Bel Paese come un partner strategico per il mercato statunitense, con un rafforzamento, negli ultimi anni, della propria posizione competitiva. Nel 2024 l’incremento delle esportazioni riguarda tutti i principali mercati e prodotti: ottima la crescita delle vendite all’estero di carni preparate e formaggi, rilevante anche quella di derivati dei cereali, prodotti dolciari e spumanti Dop e positivo quella di frutta. Anche nel 2024 l’andamento per le importazioni è più diversificato e, in alcuni casi, ancora condizionato dall’andamento dei prezzi internazionali come il cacao e il caffè greggio.

3) Agricoltura UE, produzione resistente nonostante le sfide globali: Nonostante le tensioni geopolitiche e quelle commerciali ed i cambiamenti climatici, l’agricoltura europea resiste. A dirlo è l’ultimo rapporto estivo 2025 della Commissione europea sulle prospettive a breve termine per l’agricoltura europea. La produzione di cereali è in crescita, +4,1% rispetto alla scorsa stagione. Un miglioramento dovrebbe tradursi in un aumento delle esportazioni del 26% e una riduzione delle importazioni del 19%. A trainare il settore anche l’aumento della produzione di semi oleosi, in particolare colza e girasole. In ripresa anche l’olio d’oliva, +37%, con prezzi in calo dopo anni di tensione. Le condizioni climatiche hanno avuto un impatto significativo anche su frutta e ortaggi: la produzione di mele potrebbe diminuire del 4%, mentre pesche e nettarine registrano un calo del 5,8%. Le arance, invece, beneficiano di condizioni favorevoli e vedono una crescita della produzione del 4,6%. La produzione di pomodori per la trasformazione dovrebbe invece ridursi del 2,6%, mentre quella dei prodotti freschi rimane stabile, ma sotto la media. Per lo zucchero, si prevede un crollo dell’8% nella prossima stagione, che potrebbe far aumentare le importazioni. Sul fronte degli allevamenti, buone notizie per il pollame, la cui produzione cresce grazie alla domanda sempre alta. Situazione stabile per il settore lattiero-caseario, così come la produzione di carne suina, mentre calano le mandrie bovine, con prezzi alti e meno carne sul mercato. A pesare sull’intero comparto agricolo, restano le incognite economiche internazionali, l’inflazione alimentare ancora più alta di quella generale e i riflessi delle tensioni commerciali tra grandi attori globali come Stati Uniti e Cina. Ma nonostante la crescita economica europea per il 2025 è stata rivista al ribasso, all’1,1%, l’agricoltura dell’UE continua a mostrare una notevole capacità di adattamento.

4) La birra continua a conquistare l’Europa: La birra continua a conquistare l’Europa. Anche nel 2024 la produzione non si ferma: nei Paesi dell’Unione Europea sono stati imbottigliati, inscatolati e spillati ben 32,7 miliardi di litri di birra ad alta gradazione, con un lieve ma significativo aumento dello 0,6% rispetto allo scorso anno. Un trend in crescita che sembra resistere al tempo e alle mode, favorito – come ogni anno – dalla stagione estiva e dal bisogno di un po’ di refrigerio in più. A tenere il primato della produzione è sempre la Germania, con oltre 7,2 miliardi di litri, pari a più del 22% della produzione europea. Seguono Spagna, Polonia, Paesi Bassi e Belgio, che completano la top five dei produttori. Sul podio, nel settore export, ci sono ancora i Paesi Bassi, che hanno venduto all’estero 1,5 miliardi di litri. Un dato in lieve calo rispetto al 2023, che però riapre la corsa alla vetta: Germania e Belgio, con 1,4 miliardi di litri ciascuno, sono ormai a un passo dal sorpasso. A sorprendere, però, sono i dati sul consumo. Tra i principali importatori troviamo infatti due Paesi tipicamente legati a vino e champagne: Francia e Italia, che nel 2024 hanno acquistato rispettivamente 0,8 e 0,7 miliardi di litri. Un segnale che qualcosa, nelle abitudini di consumo, sta cambiando. Cambia la composizione del prodotto: cresce infatti del 11,1% la produzione di birra a bassa gradazione alcolica – quella sotto lo 0,5% – che nel 2024 ha toccato quota 2 miliardi di litri. Un’alternativa sempre più apprezzata, in linea con uno stile di vita più attento e moderato. Insomma, l’Europa si conferma terra di birra: tra tradizione, innovazione e nuovi gusti da esplorare.

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