Giornata mondiale della tigre, habitat ridotto del 92% ma popolazione in crescita

Giornata mondiale della tigre, habitat ridotto del 92% ma popolazione in crescita

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In occasione della Giornata mondiale della tigre, il WWF ribadisce la necessità di tutelare il superpredatore simbolo di agilità, forza e resilienza.

Mantello arancione con striature nere, sguardo magnetico e artigli affilati. La tigre è uno degli animali più affascinanti del pianeta Terra. Così maestosa, eppure, così fragile. Già, perché bracconaggio, cambiamenti climatici e inquinamento la stanno portando all’estinzione. Proprio per questo, in occasione della Giornata mondiale della tigre, in calendario ogni 29 luglio, il WWF ribadisce la necessità di tutelare il superpredatore simbolo di agilità, forza e resilienza.

A contribuire alla scomparsa del felino più grande del Globo sono, inoltre, antiche superstizioni. Già, perché ancora oggi alcuni allevatori dell’Asia uccidono il possente mammifero per utilizzarne organi genitali e ossa nelle medicine locali.

Qualcosa, però, seppur lentamente, sta cambiando. Nonostante la riduzione del suo habitat originario del 92%, la popolazione di Panthera tigris, questo il suo nome scientifico, aumenta anno dopo anno, attraverso i progetti di conservazione a salvaguardia della biodiversità. Nel 2025 poco più di 5.500 gli esemplari liberi in natura in dieci Paesi: India, Nepal, Bhutan, Bangladesh, Russia, Cina, Myanmar, Malesia, Indonesia e Thailandia. Qui, tra l’altro, il Governo, in collaborazione con il WWF, sta rilasciando sempre più cervi, e non solo, per garantire la sopravvivenza della tigre.

Più prede, dunque, più predatori. Un’equazione che, nonostante le forti preoccupazioni degli scienziati, offre speranza per strappare all’estinzione il felino più elegante del pianeta Terra.

Giornata mondiale della tigre, ecco perché aumentano gli esemplari in Thailandia

Buone notizie per le tigri residenti in Thailandia. Dopo avere subìto bracconaggio, distruzione degli habitat e inquinamento, la popolazione degli eleganti felini è in lenta ripresa. Ad annunciarlo è il Governo del Paese del Sud-Est Asiatico in prima linea, assieme ad ambientalisti e comunità locali, per regalare una seconda opportunità agli abili superpredatori. Tra i 179 e i 223 gli esemplari stimati oggi nelle Aree Naturali Protette della Thailandia. Un vero e proprio successo festeggiato già in occasione della Giornata mondiale della tigre 2024 e raggiunto dopo gli investimenti del WWF.

Tra gli interventi, il miglioramento delle attività dei ranger nei santuari, l’istituzione dello strumento ribattezzato SMART per monitorare meglio la biodiversità e la reintroduzione delle storiche prede dei superpredatori. Un mix vincente che incorona la Thailandia come il primo Paese del Sud-Est Asiatico riuscito a tutelare la popolazione nazionale degli animali dal manto arancione striato di nero. Soddisfatti gli ecologisti già pronti a riportare le tigri in Cambogia, Laos e Vietnam. Qui, da almeno 25 anni, non ce ne sono più a causa delle attività antropiche.

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