Ok del Parlamento Ue alla direttiva contro il greenwashing. Le regole per tutelare i consumatori mirano a migliorare l’etichettatura dei prodotti, vietando dichiarazioni ambientali fuorvianti.
Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alla direttiva contro il greenwashing, formalizzando l’accordo provvisorio raggiunto nel settembre 2023.
Con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni, il testo approvato mercoledì 17 gennaio ha l’obiettivo di migliorare l’etichettatura dei prodotti e a vietare l’uso di dichiarazioni ambientali fuorvianti, tutelando i consumatori da pratiche di commercializzazione ingannevoli.
Per promuovere decisioni ecologiche, costruire un’economia circolare che riutilizzi e ricicli materiali e proteggere i diritti dei consumatori, saranno aggiunte all’elenco Ue delle pratiche commerciali vietate una serie di strategie di marketing problematiche legate al greenwashing, all’ambientalismo di facciata, e all’obsolescenza precoce dei beni.
Direttiva contro il greenwashing, nuove regole per etichette e obsolescenza dei prodotti
Le regole contenute nella direttiva puntano a rendere l’etichettatura dei prodotti più chiara e affidabile. Sarà perciò vietato l’uso di indicazioni ambientali generiche come: rispettoso dell’ambiente, rispettoso degli animali, verde, naturale, biodegradabile, a impatto climatico zero, eco, se non supportati da prove.
Anche l’uso dei marchi di sostenibilità sarà regolamentato e in futuro saranno autorizzati solo quelli basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche.
“Inoltre, la direttiva vieterà le dichiarazioni che suggeriscono un impatto sull’ambiente neutro, ridotto o positivo in virtù della partecipazione a sistemi di compensazione delle emissioni”, puntualizza l’Eurocamera.
Per quanto riguarda l’obsolescenza dei prodotti, la durabilità è stata messa al primo posto. “Le nuove norme vietano anche le indicazioni infondate sulla durata (ad esempio, dichiarare che una lavatrice durerà per 5.000 cicli di lavaggio, se ciò non è esatto in condizioni normali), gli inviti a sostituire i beni di consumo prima del necessario (spesso accade, ad esempio, con l’inchiostro delle stampanti) e le false dichiarazioni sulla riparabilità di un prodotto”, chiarisce il Parlamento Ue.
La direttiva dovrà ricevere l’approvazione definitiva del Consiglio per essere poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Successivamente, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepirla nel diritto nazionale.
Stop al #greenwashing e alle informazioni ingannevoli sui prodotti
Il Parlamento ha dato il via libera definitivo a una legge che migliorerà l’etichettatura dei prodotti e vieterà l’uso di dichiarazioni ambientali fuorvianti.
Comunicato stampa ➡️ https://t.co/ItsaxIeerM pic.twitter.com/xZrNqndNXz
— Parlamento europeo (@Europarl_IT) January 17, 2024


