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Soldati IDF in decompressione in Italia, il caso in Parlamento

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La deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari, ha già rivolto diverse interrogazioni parlamentari al governo, per chiedere la fine dei vari rapporti con l’Esecutivo israeliano e anche per fare luce su un caso che sta facendo parecchio discutere. 

Che i rapporti tra il governo italiano e quello israeliano guidato da Benjamin Netanyahu siano molto stretti è cosa nota. Nelle ultime settimane, però, è emerso un nuovo dettaglio sui legami tra l’Italia e il governo dello Stato ebraico, che sta commettendo un genocidio a Gaza. Merito di un’inchiesta condotta da Stefania Maurizi e Ferruccio Sansa per Il Fatto Quotidiano, che hanno scoperto come diversi soldati dell’Israel Defence Force (IDF) abbiano alloggiato in alcuni resort, in Sardegna e nelle Marche, per un periodo di ‘decompressione’ dallo stress. In alcuni casi, a tutelare la privacy e l’incolumità dei soldati israeliani ci sarebbe stata addirittura la Digos: una voce che sarebbe stata smentita, anche se dal governo le poche risposte sul caso trapelano una certa reticenza. Anche per questo Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle e autrice di diverse interrogazioni parlamentari, ha organizzato una conferenza stampa alla Camera per discutere di un tema così controverso e delicato.

Abbiamo presentato interrogazioni parlamentari sul fatto che i soldati israeliani vengano qui in Italia in decompressione, che è un’attività militare, su cui il governo deve dare una spiegazione. Praticamente, i soldati dell’IDF vengono in vacanza qui dal genocidio, questo è inaccettabile e intollerabile, così come la complicità del governo italiano, che continua a vendere, comprare e fornire armi a un governo terrorista come quello israeliano” – ha spiegato Stefania Ascari – “Su tutti i giornali si vedono membri del governo che accolgono i bambini feriti da quelle stesse bombe che il nostro governo fornisce. Tutto questo deve finire, serve una mobilitazione permanente, dentro e fuori le istituzioni, affinché venga interrotto ogni rapporto economico, commerciale, diplomatico, accademico e militare con questo governo terrorista che ha provocato la morte di 70 mila persone“.

All’interrogazione parlamentare il governo ha dato una risposta brevissima, dicendo che quei soldati sono qui semplicemente per turismo. Questa risposta ovviamente non è soddisfacente e andremo avanti, anche perché secondo fonti di stampa si è appreso della presenza di oltre mille soldati italiani nell’esercito israeliano, che dopo il 7 ottobre stanno contribuendo al genocidio” – ha aggiunto la deputata del Movimento 5 Stelle – “È emerso anche della schedatura di tutte le associazioni pro-Pal, che sono scese in piazza per chiedere lo stop al genocidio. Sulle armi, abbiamo chiesto l’embargo, cioè la fine della fornitura di armi verso un governo terrorista, ma si continua a fornire e comprare armi. Questo è un segnale concreto di complicità dell’Italia verso un criminale di guerra contro l’umanità e deve finire“.

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