Battuta di caccia finisce in tragedia in Trentino: morto uomo di 37 anni

Battuta di caccia finisce in tragedia in Trentino: morto uomo di 37 anni

Tabella dei Contenuti

Ancora un uomo morto durante una battuta di caccia nei boschi d’Italia. 

Ancora una battuta di caccia trasformatasi in tragedia. Domenica 28 settembre 2025, nella Valle dei Laghi, lungo il sentiero 610 tra Covelo e San Giacomo, nella Provincia Autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige, un uomo impegnato nel recupero di un animale raggiunto dai pallini è morto dopo essere precipitato in un fossato. Davide Verones, questo il suo nome, aveva 37 anni. Tra qualche settimana, sarebbe diventato padre.

Secondo la prima ricostruzione, il giovane, dopo essere uscito di casa all’alba assieme a due amici, si è addentrato lungo un viale per recuperare i resti di una preda appena abbattuta. Per cause ancora da accertare, però, il cacciatore è finito in una cengia. Ad avvistare i suoi resti sono stati i suoi compagni dopo averlo cercato per oltre un’ora. Immediata la telefonata al 112 per la richiesta di aiuto. Nonostante il tempestivo arrivo di un elicottero dei Vigili del Fuoco, di un medico rianimatore e di un tecnico dell’elisoccorso, però, i sanitari hanno dovuto constatare il decesso dell’uomo.

Soltanto domenica 21 settembre 2025, in occasione della prima giornata della stagione venatoria 2025/2026, un’altra tragedia a Carrù, in provincia di Cuneo, in Piemonte. Qui, durante l’inseguimento di un cinghiale tra i cespugli, un cacciatore è stato raggiunto da una pallottola esplosa, almeno secondo le prime ricostruzioni, da un amico. Inutili anche in questo caso, seppur tempestivi, i soccorsi. La vittima si chiamava Daniele Barolo, aveva 46 anni e aveva due figlie.

Caccia in Italia, Sommi: “Politica anacronistica”

Una politica preistorica che fa sì che per un passatempo, perché oggi la caccia è tale, si uccidano animali innocenti. Un hobby, tra l’altro, celato dietro la parola “tradizione”. Ricordo che, però, era tale anche bruciare sia gli eretici sia le streghe. Per fortuna, ed è bene sottolinearlo, le cattive tradizioni si possono abbandonare. La caccia è un vero e proprio sopruso verso gli animali. L’alpinista Mario Corona dice che, durante le escursioni naturalistiche, l’orso, per fare un esempio, è nel suo posto, mentre l’uomo no. Ed ecco perché la convivenza tra specie animali diverse sul pianeta Terra è fondamentale. Sbagliato, invece, usurpare l’esistenza di altri esseri viventi“, ha spiegato a TeleAmbiente il giornalista, critico e autore del libro “Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali”Luca Sommi.

Pubblicità
Articoli Correlati