L’undicesima edizione della European Fuel Cells and Hydrogen Conference – Piero Lunghi ha visto l’Italia grande protagonista, non solo per quanto riguarda l’organizzazione. Siamo in un momento storico in cui l’idrogeno sta diventando un elemento chiave della transizione energetica e il nostro Paese, grazie al lavoro di ENEA, rappresenta una delle avanguardie globali in tema di ricerca e sviluppo verso l’applicazione a livello commerciale.
Si è svolta a Capri l’undicesima edizione della European Fuel Cells and Hydrogen Conference – Piero Lunghi, la Conferenza internazionale dell’idrogeno. Una tre giorni di incontri e confronti tra esponenti politici e istituzionali, istituti di ricerca, università e imprese su un elemento ormai imprescindibile per la transizione energetica in tutto il mondo.
L’edizione di quest’anno è stata l’occasione per capire come e quando l’idrogeno potrà diventare una realtà concreta anche a livello commerciale. A rappresentare l’Italia c’è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha inviato ai partecipanti un videomessaggio, ma anche e soprattutto l’ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ha presieduto i lavori con la ricercatrice Viviana Cigolotti e con l’intervento del direttore generale, Giorgio Graditi.
I principali temi affrontati nel corso della Conferenza internazionale dell’idrogeno sono stati quelli relativi alla produzione e allo stoccaggio, alle celle a combustibile per trasporti e industria, alle applicazione nei settori hard to abate (quelli in cui la decarbonizzazione appare un processo più complicato rispetto ad altri), ma anche ai modelli economici e alle strategie politiche globali.
La Conferenza internazionale dell’idrogeno è stata organizzata da ATENA scarl, da ENEA, dall’Università della California – Irvine e dall’Università di Napoli Parthenope. L’appuntamento di Capri è stato una nuova piattaforma privilegiata e di alta qualificazione di confronto e dibattito tra scienza, industria, istituzioni e stakeholder, con lo scopo di individuare le azioni, le misure e gli interventi prioritari in modo da favorire lo sviluppo di un ecosistema dell’idrogeno.
“Ringrazio ENEA, eccellenza italiana della ricerca, per il ruolo di primo piano in questa Conferenza internazionale su un tema di rilievo quale è l’idrogeno come pilastro fondamentale della transizione energetica” – ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – “L’Italia ha già definito la sua Strategia nazionale, in cui è fortemente presente l’idrogeno. Negli ultimi anni il settore è cresciuto, ma c’è un forte bisogno di sviluppare un mercato solido, da accompagnare con nuovi investimenti“.
“ENEA ha avviato le proprie attività di ricerca, sviluppo e innovazione sull’idrogeno e sui suoi usi finali già prima degli anni 2000. Successivamente le ha mantenute e potenziate negli anni, anche in un contesto caratterizzato da fasi alterne di entusiasmo e di scetticismo” – il punto di Giorgio Graditi, direttore generale di ENEA – “Oggi, in un momento in cui l’idrogeno è riconosciuto a livello internazionale come un vettore energetico strategico per la transizione energetica, ENEA consolida il proprio ruolo di riferimento a livello nazionale e internazionale e rinnova e rafforza ulteriormente il proprio impegno a supporto dell’intera filiera, promuovendone l’adozione su larga scala come uno degli elementi chiave per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio“.


