Riapre la caccia in Italia: primo morto e primo ferito

Riapre la caccia in Italia: primo morto e primo ferito

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Già un uomo morto e un uomo ferito poche ore dopo la riapertura della caccia in Italia. Gli ambientalisti: “Urgente abolire una tradizione anacronistica”.

Un uomo morto dopo essere stato colpito da un proiettile al petto e un uomo ferito dopo avere ricevuto una fucilata in faccia. Questo il bilancio della prima giornata della stagione venatoria 2025/2026.

La tragedia fatale a Carrù, in provincia di Cuneo, in Piemonte. Qui, durante l’inseguimento di un cinghiale tra i cespugli, un cacciatore è stato raggiunto da una pallottola esplosa, almeno secondo le prime ricostruzioni, da un amico. Inutili, seppur tempestivi, i soccorsi. La vittima si chiamava Daniele Barolo, aveva 46 anni e aveva due figlie. Sotto choc il suo paese natale che ha annullato la Fiera del Fagiolo. La salma, dopo essere stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sarà sottoposta ad autopsia. Sequestrato, inoltre, il fucile utilizzato per la mattanza degli ungulati.

A Vico Equense, vicino a Napoli, in Campania, invece, un altro cacciatore ha ricevuto alcuni pallini in pieno volto. Ferite che, secondo i medici dell’Ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, guariranno in dieci giorni. Ancora in corso le indagini dei carabinieri per verificare la versione fornita dal 39enne.

Nel frattempo, ambientalisti, animalisti ed ecologisti stanno continuando a chiedere lo stop a una tradizione anacronistica, barbara e crudele. “La caccia è e resta un attentato “legale” alla nostra biodiversità“, ha commentato la deputata di Noi Moderati e Presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), Michela Vittoria Brambilla.

Caccia in Italia, Sommi: “Politica anacronistica”

Una politica preistorica che fa sì che per un passatempo, perché oggi la caccia è tale, si uccidano animali innocenti. Un hobby, tra l’altro, celato dietro la parola “tradizione”. Ricordo che, però, era tale anche bruciare sia gli eretici sia le streghe. Per fortuna, ed è bene sottolinearlo, le cattive tradizioni si possono abbandonare. La caccia è un vero e proprio sopruso verso gli animali. L’alpinista Mario Corona dice che, durante le escursioni naturalistiche, l’orso, per fare un esempio, è nel suo posto, mentre l’uomo no. Ed ecco perché la convivenza tra specie animali diverse sul pianeta Terra è fondamentale. Sbagliato, invece, usurpare l’esistenza di altri esseri viventi“, ha spiegato a TeleAmbiente il giornalista, critico e autore del libro “Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali”Luca Sommi.

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