Inclusione, formazione e innovazione. Sono state le parole chiave del convegno promosso dalla Lega Navale Italiana al Senato, su iniziativa della senatrice Stefania Pucciarelli.
L’evento ha acceso i riflettori sul ruolo crescente della “risorsa mare” nella società italiana, mettendo al centro due grandi obiettivi: rendere il mare accessibile a tutti – abbattendo barriere fisiche, sociali ed economiche – e formare i marinai del futuro, in un’epoca segnata da transizioni tecnologiche e nuove professionalità.
Un convegno ricco di interventi istituzionali e tecnici, che ha ribadito il ruolo centrale della Lega Navale Italiana come ponte tra Marina Militare, istituzioni e società civile, e che ha lanciato un appello per un necessario aggiornamento legislativo volto a rafforzare il ruolo dell’associazione nel sistema Paese.
«Siamo un ponte tra la Marina Militare, le istituzioni, le associazioni e le federazioni sportive – ha dichiarato il Presidente della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Donato Marzano – verso la società civile e in grado di catalizzare esperienze, collaborazioni e progetti, come abbiamo dimostrato con questo convegno. Per assolvere con ancora più efficacia il nostro ruolo, abbiamo l’esigenza di un aggiornamento legislativo che definisca le competenze e le prerogative della Lega Navale».
Particolare rilievo è stato dato alla formazione inclusiva, con i primi istruttori di vela solidale LNI, e al progetto dell’Accademia della Crusca, che mira a diffondere il linguaggio e la cultura del mare attraverso un portale digitale, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il sapere marinaro italiano.
Tra i progetti presentati, il più innovativo è “Velando”, dedicato alle persone con disabilità fisiche e cognitive, realizzato insieme al Ministero per le Disabilità. In evidenza anche la Parasailing Academy della Federazione Italiana Vela e le attività svolte con Save the Children in 10 città italiane per avvicinare i giovani in difficoltà al mondo della nautica.
«Dobbiamo fare squadra mettendo il mare al centro del discorso sulla formazione e sull’inclusione sociale – è l’auspicio dell’ammiraglio Marzano, che afferma: «Il mare è sempre più importante nell’economia e per la centralità strategica del nostro Paese. Nel convegno ci siamo concentrati su due aspetti di primario interesse per la LNI. Da un lato, l’avvicinamento di tutte le persone, senza barriere fisiche, cognitive, sociali ed economiche, al mare e agli sport nautici e dall’altra, la formazione del marinaio al tempo dell’intelligenza artificiale, dunque dal punto di vista delle competenze, della sicurezza e delle prospettive occupazionali per i futuri marinai militari e mercantili, ma anche per le professioni del diporto, settore che deve diventare sempre più attrattivo per i nostri giovani».
La sintesi dei lavori
La prima sessione dedicata alla prospettiva sociale-sportiva del mare è stata moderata dalla giornalista di Rai News 24 Roberta Ammendola ed introdotta dall’intervento del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Si è parlato del progetto “Velando”, promosso dal Ministro Locatelli con la Lega Navale in qualità di ente capofila: per presentare i benefici della velaterapia per le persone con malattie muscolo-scheletriche e con disturbo dello spettro autistico sono intervenuti gli esperti Luca Sangiorgi (Ospedale Rizzoli di Bologna) e Roberto Keller (ASL Torino 1).
Francesco Ettorre ha illustrato le attività della “Parasailing Academy FIV”, prima esperienza al mondo di progetto itinerante per favorire l’accesso alla pratica della vela di persone con disabilità, svolto grazie anche alla sinergia con le Sezioni della Lega Navale affiliate alla FIV.
Giorgia D’Errico, Direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children, ha parlato della collaborazione in 10 città italiane tra i Punti Luce di Save the Children e la Lega Navale Italiana, grazie alle quale i minori provenienti da contesti di disagio socio-economico possono accedere agli sport nautici.
Il Presidente della Lega Navale Italiana Donato Marzano ha presentato la “flotta solidale” della LNI, la più grande in Italia, con 75 barche inclusive tra derive “Hansa 303” e “Malupa”, una barca d’altura, “Our Dream”, sottratta alla criminalità organizzata e resa accessibile alle persone con disabilità motoria oltre ai mezzi e al personale impiegato in attività di canoa paralimpica.
Hanno portato delle testimonianze durante la sessione Tullio Picciolini, skipper de “Lo Spirito di Stella”, il primo catamarano al mondo accessibile alle persone con disabilità motorie e due campioni paralimpici della LNI, il velista Carmelo Forastieri e la canoista Viktoryia Pistis Shablova, che hanno raccontato il loro percorso sportivo e le sfide personali.
Nel secondo panel sulla formazione del marinaio, moderato dal generale di squadra aerea Fernando Giancotti e aperto dall’intervento di Patrizia Scarchilli, Direttrice generale per il mare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è discusso di formazione e di aggiornamento delle competenze nelle professioni del mare in un’epoca segnata da profonde trasformazioni tecnologiche.
Hanno portato il proprio contributo, per la Marina Militare, il contrammiraglio Enrico Vignola e per il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera il capitano di vascello Francesco Massaro.
La visione sul tema della formazione tecnica e professionale dei futuri professionisti del mare è stata discussa da Paola Vidotto, Direttrice generale dell’Accademia della Marina Mercantile e da Andrea Tommaselli, Presidente della Rete dei Nautici d’Italia, mentre il tenente colonnello Riccardo Conti, insieme ai sottotenenti Francesco Pio Serio e Roberta Carrella, hanno illustrato il percorso formativo dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.
Luciano Marcelli, istruttore e membro del Centro Culturale per la Formazione Nautica della Lega Navale Italiana, ha fatto il punto sulle capacità e le esperienze dell’associazione nel mondo della formazione nautica, tra percorsi che si rivolgono sempre più al mondo delle disabilità con i primi istruttori di vela solidale della LNI formati quest’anno e mezzi, personale, strutture e competenze sulla formazione diffuse lungo tutto il territorio nazionale.
Gianni Lo Storto, consulente ed esperto di formazione trasformativa, ha parlato delle contaminazioni tra la formazione e le esperienze sul campo, richiamando la necessità di trasmettere ai giovani la capacità di costruire dei “cassetti” dove depositare i propri strumenti conoscitivi e quella di lavorare a processi di formazione continua. Infine, Annalisa Nesi, accademica della Crusca, ha illustrato il progetto “La lingua del mare”, portale web realizzato dall’Accademia della Crusca per valorizzare e rendere accessibili in rete materiali, editi e inediti, relativi alla marineria e alla pesca: l’obiettivo, al quale concorre la Lega Navale con il proprio patrimonio archivistico e di competenze, è quello di diffondere il sapere marittimo attraverso la conoscenza del lessico e della sua storia, in particolare verso i più giovani.


