A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, Claudio Pomo di RIPA – Rete Italiana Proteine Alternative spiega qual è l’impatto di un semplice pollo al forno sul pianeta Terra.
Quando andiamo al supermercato sotto casa o nella macelleria di fiducia, troviamo bistecche di maiale, filetti di vitello e hamburger di tacchino. Una vasta scelta di confezioni di carne per pranzi veloci, cene in famiglia o grigliate con gli amici. Dietro quelle scatole invitanti, però, si nascondono costi superiori, e di molto, ai prezzi riportati sulle etichette.
A “Sulla Via della Natura”, rubrica di “A Tutto Mondo”, in onda ogni martedì, alle 21:00, su TeleAmbiente, Claudio Pomo di RIPA – Rete Italiana Proteine Alternative spiega qual è l’impatto di un semplice pollo al forno sul pianeta Terra: “Si può pensare che questa tipologia di cibo non abbia enormi conseguenze sulla salute del Globo. A livello di emissioni di CO2, invece, gli studi sostengono che anche un solo pollo al forno può avere un impatto simile a un viaggio in auto di circa 140/150 chilometri. Inoltre, nonostante una differenza tra la produzione di carne bianca e la produzione di carne rossa, le ricerche ipotizzano un utilizzo di migliaia di litri di acqua per una sola gallina o un solo cappone. Soltanto in Italia, l’impatto di un singolo pollo va moltiplicato non per centinaia e non per migliaia, ma per centinaia di milioni. Il motivo? Questi animali allevati nel nostro Paese sono oltre 500 milioni. Di conseguenza, riprendendo il paragone dei 140/150 chilometri di un’auto, dobbiamo moltiplicare tutto per 500 milioni. Insomma, l’impatto ambientale di un pollo al forno è estremamente importante. A tutto ciò si devono aggiungere i problemi legati all’industria zootecnica, soprattutto dopo la pandemia di Covid, come la diffusione delle zoonosi. Non a caso, all’interno degli allevamenti intensivi, gli esemplari ospitati rappresentano gli incubatori ideali dei nuovi virus. Fondamentale, a maggior ragione, oltre al monitoraggio delle strutture, la riduzione del bestiame destinato alla produzione alimentare”.


