Inquinamento acque, nuovo accordo in Ue nella lista pesticidi, bisfenoli e TFA

Inquinamento acque, nuovo accordo in Ue: nella lista pesticidi, bisfenoli e TFA

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Accordo provvisorio in Ue per la riduzione dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee: aggiunti alla lista pesticidi, TFA e bisfenoli, ma anche nuove deroghe.

Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla riduzione dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee. Il documento esaminato dalle istituzioni include anche i PFAS, i cosiddetti inquinanti eterni, che rappresentano una delle principali fonti di inquinamento delle acque europee. Nell’intesa raggiunta il 23 settembre, sono state introdotte nuove sostanze alle quali applicare gli standard di qualità ambientale, tra cui pesticidi, farmaci, bisfenoli e il TFA (acido trifluoroacetico), un PFAS a catena corta molto diffuso che è stato ritrovato anche in alcuni marchi di acque minerali.

Complessivamente, il limite per i pesticidi è stato fissato a 0,2 µg/l per le acque superficiali, mentre il bisfenolo A – sostanza utilizzata spesso per produrre resine e plastiche – è stato classificato come sostanza pericolosa prioritaria.

L’accordo, inoltre, rafforza gli obblighi di monitoraggio da parte degli Stati membri, che dovranno comunicare regolarmente dati biologici sugli ecosistemi acquatici (ogni 3 anni) e chimici (ogni 2 anni), per un ciclo di report complessivo ogni 6 anni.

L’accordo garantisce che la legislazione europea in materia di acque stia al passo con la scienza e gli inquinanti emergenti. Trova un attento equilibrio tra ambizione e flessibilità per gli Stati membri, rafforzando nel contempo la protezione dei nostri fiumi e laghi e delle nostre acque sotterranee. Protegge soprattutto la salute dei cittadini dell’UE e delle generazioni future, riducendo l’esposizione alle sostanze chimiche nocive presenti nelle nostre acque”, ha dichiarato Magnus Heunicke, ministro danese dell’Ambiente e della parità di genere.

Deterioramento delle acque, esenzioni e scadenze

L’accordo include anche una definizione di deterioramento “coerente con la giurisprudenza esistente”. Ciò significa che i co-legislatori hanno aggiunto due ulteriori esenzioni per gli Stati membri: una per il deterioramento temporaneo a breve termine e l’altra per i casi di delocalizzazione dell’inquinamento senza aumento dei carichi complessivi.

Misure che alleggeriscono la responsabilità degli Stati membri, e le tempistiche entro le quali ottemperare agli obblighi della direttiva, con deroghe al principio di “non deterioramento della qualità delle acque”.

I Paesi europei avranno tempo fino al 2039 per conformarsi ai nuovi standard, sia per le acque superficiali che per quelle sotterranee, con un’ulteriore proroga condizionata possibile fino al 2045. Se le sostanze rientrano tra gli standard di qualità ambientale rivisti e più rigorosi, i tempi per adeguarsi si accorciano al 2033.

L’accordo mantiene il termine di 20 anni per l’eliminazione graduale delle sostanze pericolose classificate come prioritarie, al fine di garantire la progressiva scomparsa degli inquinanti più tossici.

Una volta approvato formalmente da Consiglio e Parlamento, l’accordo entrerà in vigore e gli Stati membri avranno tempo fino al 21 dicembre 2027 per recepire nel diritto nazionale la nuova direttiva, che aggiorna la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sulle acque sotterranee e quella sugli standard di qualità ambientale.

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