25 anni fa il primo caso di "mucca pazza" in Italia

25 anni fa il primo caso di “mucca pazza” in Italia

Tabella dei Contenuti

25 anni fa il primo caso del morbo della “mucca pazza” in Italia. 

25 anni fa il primo caso del morbo della mucca pazza” in Italia. È il 13 gennaio 2001, quando a Pontevico, in provincia di Brescia, in Lombardia, la “vacca 103”, questo il suo nome, sviluppa l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE). Giorno dopo giorno, gli allevamenti dello Stivale cominciano a dichiarare l’emergenza con animali abbattuti per evitare il diffondersi della patologia. Tra le sue caratteristiche, una degenerazione permanente dell’encefalo solito assumere le sembianze di una spugna.

A causa di una vera e propria psicosi dovuta alla possibile trasmissione della malattia ad altre specie animali, incluso l’essere umano, nelle tavole degli italiani la carne bovina comincia a scarseggiare. Troppo pericolose, a detta dei consumatori, bistecche, cotolette e polpette ricavate dalle parti, forse insane, di vacca. Non a caso, secondo alcune previsioni, il morbo della “mucca pazza” può provocare decine di morti in Italia. Nulla di tutto ciò, fortunatamente, accade. A distanza di 25 anni, nel nostro Paese, l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) è scomparsa con l’ultimo episodio certificato risalente al 2010.

Eppure, nonostante la buona notizia, lo Stivale continua a fare i conti con altre zoonosi, influenza aviaria in testa, con seri rischi per l’essere umano. Ancora una volta, a maggior ragione, il contrasto agli allevamenti intensivi considerati una bomba a orologeria per future pandemie diventa necessario, oggi più che mai, per provare a sopravvivere in un pianeta Terra, se non perfetto, sicuramente più sostenibile.

Pubblicità
Articoli Correlati