A Ladispoli, vicino a Roma, un cittadino ha “catturato” il finto coccodrillo lungo il fiume Sanguinara. Il divulgatore scientifico Bonifazi: “In futuro verificare meglio le segnalazioni”.
Bocca aperta, macchie gialle sul muso e occhi con pupille tonde. Queste le caratteristiche del finto coccodrillo avvistato lungo il fiume Sanguinara, a Ladispoli, vicino a Roma, nel Lazio. A mostrare il presunto rettile che tra sabato 26 luglio e martedì 29 luglio 2025 ha terrorizzato il borgo a pochi chilometri dal centro della Città Eterna è stato il quotidiano “Ortica Web”. Ignota, almeno per ora, l’identità della “coraggiosa” persona riuscita a catturare il “pericoloso” giocattolo.
Di certo, il Sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, dopo avere confermato l’assenza dell’animale in carne e ossa nel ruscello, ha annunciato una denuncia contro ignoti per procurato allarme: “Nonostante la circostanza improbabile, le Autorità Locali hanno svolto gli accertamenti necessari per escludere potenziali rischi per i cittadini. (…) Uno scherzo di pessimo gusto“.
Mistero chiarito con largo anticipo, però, attraverso i microfoni di TeleAmbiente, da Andrea Bonifazi, naturalista, ecologo marino, fondatore della pagina social “Scienze Naturali” e autore del libro “Ventimila specie (o quasi) sotto il mare” dedicato ai misteriosi abitanti del pianeta Blu: “Le foto e i video mostrano un pupazzo di gomma acquistato a pochi euro in un bazar. Lo si capisce bene dal presunto coccodrillo nella stessa identica posizione in ogni singola immagine fissa o in movimento. A confermarlo sono, inoltre, gli occhi quasi fosforescenti e diversi dai bulbi di un rettile in carne e ossa. Invito, dunque, a non credere sempre a quanto si legge sul web e a mantenere un senso critico“.
Secondo la ricostruzione della vicenda, sabato 26 luglio 2025 alcuni uomini hanno avvistato un coccodrillo anzi, un caimano, no, un alligatore, lungo tra i 50 e i 70 centimetri nel fiume Sanguinara. In pochi minuti, le sue foto sono diventate virali sui social. Quel finto rettile appartenente a un bambino, però, si sarebbe dovuto trovare in un vicino parco giochi. Da qui, il caos trasformatosi, seppur per 72 ore, nel giallo dell’estate di Ladispoli.


