Nel cuore del Parco del Circeo, a Latina, l’AgriFestival di NaturaSì ha celebrato il ruolo dell’agricoltore bio, custode del Pianeta, mettendo il tema del giusto prezzo al centro della giornata.
L’azienda Agricola Biodinamica Agrilatina il 25 aprile ha aperto le sue porte in occasione dell’AgriFestival, la giornata promossa da NaturaSì per avvicinare cittadini e famiglie al mondo dell’agricoltura biologica e biodinamica e mostrare l’importanza dell’agricoltore bio per creare e tutelare i servizi ecosistemici.
Tra decine di ettari, di cui oltre la metà all’interno del Parco Nazionale del Circeo, 4 laghi di acqua dolce, 2 corsi d’acqua, un paesaggio che ospita specie protette tra cui il lupo, l’azienda agricola di Latina pratica l’agricoltura biodinamica da quarant’anni. Il 15% della superficie viene destinato ad aree naturali come boschetti, siepi, laghi e prati e segue una filosofia che rinuncia ai pesticidi e arricchisce il suolo anziché impoverirlo, rispettando i ritmi della natura.
“Il messaggio di questa giornata è quello di far capire che esistono realtà che lavorano per un’agricoltura pulita, rispettosa dell’ambiente, biodiversità. Il senso è quello di far capire che siamo tutti quanti parti in causa e il consumatore è importante che sia a fianco con le sue scelte a questo tipo di agricoltura perché consumando cibo biologico, biodinamico, meglio ancora, sostiene tutto questo”, ha raccontato Pasquale Falzarano, titolare di Agrilatina.
Nel corso dell’evento, NaturaSì ha presentato la campagna 2026 dal titolo “Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra”.
“Il senso di questa giornata è invitare tutti quanti, tutti coloro che non hanno a che fare con l’agricoltura a incontrare l’agricoltura”, ha spiegato Fabio Brescacin, Presidente di NaturaSì. “Dobbiamo creare questo senso di comunità perché nessuno, l’agricoltore da sola non ce la può fare, ha bisogno del supporto di tutti, di noi come intermediari e dei consumatori, quindi tutti noi abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Il senso è la comunità del cibo, possiamo chiamarla comunità del cibo”.
“Il cibo è qualcosa che crea comunità, che lega la comunità. Noi mangiamo il cibo che fanno altri e altri possono farlo perché noi in qualche modo gli riconosciamo il giusto valore, il giusto prezzo”, ha aggiunto Brescacin.
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