Life Sea.Net, nuova governance del mare capace di proteggere la biodiversità

Life Sea.Net, una nuova governance del mare capace di proteggere la biodiversità

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È tempo di bilanci per il progetto Life Sea.Net. Per quattro anni il progetto ha permesso a diversi attori di lavorare per salvaguardare la rete dei siti marini Natura 2000. Il progetto, cofinanziato dal Programma LIFE dell’UE e coordinato da Legambiente ha visto il coinvolgimento del MASE, di ISPRA e di tante  Aree marine protette.

La rete Natura 2000 marina italiana si propone come pilastro di una nuova governance del mare capace di proteggere la biodiversità, rafforzare le economie locali e rendere le comunità costiere più resilienti.

Grazie al progetto d’ora in poi sarà più facile proteggere le specie marine migratrici come la foca monaca e la tartaruga marina Caretta caretta in virtù della cooperazione tra stati transfrontalieri, così come identificare le soluzioni gestionali più adeguate e definire misure idonee per la conservazione di habitat o specie sensibili. Sarà più semplice anche promuovere percorsi partecipati e condivisi per tutelare la biodiversità marina

Durante l’evento conclusivo del progetto circa 400 pescatori hanno sottoscritto un codice di condotta per la pesca responsabile nei siti Natura 2000, adottando pratiche più sostenibili e coerenti con gli obiettivi di conservazione. Un segnale tangibile di come informazione, dialogo e strumenti adeguati possano produrre cambiamenti effettivi.

“Con Life SEA.NET non abbiamo prodotto l’ennesimo documento da scaffale, ma strumenti che semplificano davvero il lavoro quotidiano degli enti gestori – ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente – i prodotti contenuti nel Toolkit sono nati dal confronto con chi, ogni giorno, deve tenere insieme tutela della biodiversità, pressioni locali e aspettative delle comunità. Ora la sfida è continuare a promuovere gli strumenti, i percorsi partecipati e le metodologie condivise sviluppate dal progetto LIFE SEA.NET, lavorare con gli stakeholder per un’economia blu basata sulla tutela degli ecosistemi e impegnarsi per il completamento della Rete Natura 2000, condizione irrinunciabile per raggiungere gli obiettivi UE del 2030 e proteggere efficacemente ecosistemi chiave”. 

“Questo progetto – ha sottolineato il Direttore Generale della Direzione Tutela della biodiversità e del mare del MASE Ammiraglio, Francesco Tomas – che ha visto il MASE in prima linea ha mostrato che, quando istituzioni, enti gestori, mondo scientifico e operatori economici lavorano insieme, è possibile rafforzare in modo concreto la rete dei siti marini Natura 2000. Ma il percorso non è concluso: dobbiamo ancora completare la rete, rendere più omogenee le procedure, consolidare i monitoraggi e garantire strumenti e risorse stabili. Come Ministero c’è la volontà di proseguire – insieme a Legambiente – su questa strada, facendo dei risultati di SEA.NET la base di un lavoro di lungo periodo, perché la tutela del mare richiede continuità”. 

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