mar ionio scoperta imbarcazione romana

Mar Ionio, scoperta imbarcazione di epoca romana nei fondali

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L’individuazione risale al giugno dello scorso anno, ma era stato mantenuto il massimo riserbo per evitare saccheggi nel sito della scoperta. La nave, di epoca romana, contiene un grosso carico di anfore (alcune delle quali già recuperate) ed era affondata nelle acque pugliesi del Mar Ionio. 

Straordinaria e inaspettata scoperta nei fondali del Mar Ionio, in Puglia: una imbarcazione di epoca romana, risalente al periodo tardo-imperiale, è stata individuata nel corso di normali controlli in mare della Guardia di Finanza. La scoperta risale al giugno 2025, quando le strumentazioni di bordo del Reparto Operativo Aeronavale di Bari avevano individuato una anomalia sul fondale, e subito dopo, il II° Nucleo Sommozzatori di Taranto, di concerto con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, aveva confermato la presenza del relitto di una nave oneraria con un carico di anfore.

Il tutto era avvenuto con il massimo riserbo, per evitare saccheggi, nell’attesa dei tempi tecnici necessari per la messa a punto della migliore strategia di intervento. I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli hanno costantemente monitorato e protetto il sito della scoperta, mentre la Soprintendenza si attivava per reperire i fondi necessari per la pianificazione e per l’esecuzione dei vari interventi di documentazione, indagine archeologica e messa in sicurezza del relitto. Alla fine, il Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici ha stanziato 780 mila euro di risorse, destinate alla Soprintendenza, ai sensi della legge 190/2014 e del Protocollo di intesa firmato la scorsa estate tra il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro.

Il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza metterà a disposizione i mezzi navali e i professionisti subacquei e, di concerto con la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto, nelle prossime settimane avvierà le attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto, con i più moderni strumenti e metodologie di indagine. Si tratta di attività necessarie per pianificare interventi complessi quali lo scavo archeologico subacqueo, il recupero del carico e le attività conservative da seguire sui reperti e sui resti della nave, secondo i principi della Convenzione UNESCO per la Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo.

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