Nelle Marche prende vita il Primo incontro tra le istituzioni voluto fortemente dal neo presidente del tribunale dei minori Sergio Cutrona per rimettere al centro i ragazzi.
Si devono creare quelle sinergie necessarie per dare ai giovani l’occasioni di formarsi diversamente così da arginare le devianze e combattere il disagio minorile che troppo spesso prende il sopravvento nella società.
Si devono individuare soluzioni più efficaci quando ci si trova di fronte a ragazzi problematici.
l’obiettivo dell’incontro “Istituzioni insieme per una sana crescita dei giovani e delle famiglie”, organizzato dal Tribunale per i Minorenni, Anci Marche e Regione Marche al Teatro delle Muse di Ancona.
“Al Tribunale per i Minorenni sentiamo questa esigenza di una maggiore efficienza del sistema socio sanitario, che è il nostro principale collaboratore nell’opera di prevenzione e risoluzione del disagio, perché sotto questo secondo aspetto della risoluzione del disagio e della devianza minorile – ha spiegato il Presidente del Tribunale per i Minorenni delle Marche, Sergio Cutrona – chiaramente non bastano i provvedimenti dell’autorità giudiziaria perché può essere scritto un ottimo decreto ma se poi questo decreto non trova una corretta attuazione da parte dei servizi sociosanitari, rimarrà semplicemente un documento di carta che non produrrà un cambiamento”.
“Ciò che noi invece vogliamo fare, è produrre un cambiamento. Un cambiamento che nei singoli casi è di miglioramento della vita del minore e miglioramento, se possibile – ha aggiunto Cutrona – anche della condizione della sua famiglia. Perché, per quanto possibile, ogni bambino deve crescere nella propria famiglia. Però, nello stesso tempo, attraverso questo convegno ho cercato di sottolineare l’importanza di un cambiamento culturale della società affinché si possa fare prevenzione, perché se ci sono tanti casi di disagio dei minori che poi diventano in molti casi devianza dei minori stessi e si sviluppano poi attraverso la criminalità dell’adulto, questo purtroppo dipende da un sistema di formazione dei giovani che è attualmente insufficiente. Non c’è abbastanza attenzione educativa e affettiva nei confronti dei minori e quindi questi purtroppo poi finiscono per essere emarginati e reagire alla mancanza di affetto l’educazione o con la depressione isolandosi dal mondo o con la reattività aggredendo il mondo stesso”.
L’appello lanciato è stato subito accolto dal sindaco di Ancona, Daniele Silvetti e dal vice presidente della Regione Marche e assessore alla sanità, Filippo Saltamartini.
“È un confronto che serve a tutte le amministrazioni per poter chiaramente produrre dei risultati o comunque delle strategie per aiutare ovviamente le famiglie a crescere bene i propri minori ma crescere bene loro stesse – ha dichiarato Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona – e le buone pratiche quelle che sono le progettazioni devono presto sostituire lo stato emergenziale in cui gli enti locali sono costretti a lavorare, per quelli che sono i tanti processi che si stanno sviluppando, non solo dal punto di vista economico e che in qualche modo vedono una famiglia componente molto fragile”.
“C’è un po’ tutto ciò che in questo momento la nostra società deve affrontare insieme alla scuola e per garantire che i processi di devianza che certamente ogni tanto si manifestano anche attraverso l’abuso di stupefacenti o di sostanze alcoliche – ha dichiarato il vicepresidente della Regione Marche e assessore alla sanità, Filippo Saltamartini – possano essere riconvertiti attraverso processi virtuosi di integrazione sociale e soprattutto per garantire ai minori e al futuro delle nostre generazioni quelle opportunità che sono necessarie allo sviluppo del nostro Paese e allo sviluppo armonioso delle loro personalità”.


