Mercosur, in Polonia gli agricoltori occupano le strade contro l'accordo commerciale

Mercosur, in Polonia gli agricoltori occupano le strade contro l’accordo commerciale

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Anche a ridosso dell’anno nuovo gli agricoltori europei tornano a occupare le strade per protestare contro l’accordo tra Unione europea e paesi sudamericani del Mercosur, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Si tratta di un accordo commerciale che liberalizza lo scambio di beni tra le due sponde dell’Atlantico, il 90% dei dazi viene abolito completamente. Un accordo di cui beneficeranno diversi settori produttivi ma che mette a rischio la tenuta dei prodotti alimentari made in Ue.

In particolare l’arrivo di cibi prodotti con metodi proibiti in Europa, come la carne brasiliana prodotta con l’uso di additivi vietati nell’Unione, alimenti a basso costo grazie allo sfruttamento dei lavoratori e al mancato rispetto di norme imposte ai produttori europei, costituisce concorrenza sleale per gli agricoltori europei che non smettono di protestare.

Coldiretti, Confagricoltura e le maggiori realtà che rappresentano gli agricoltori italiani condividono la preoccupazione per le sorti della produzione made in Italy dopo l’erntrata in vigore dell’accordo senza ulteriori modifiche. A Bruxelles hanno partecipato alla manifestazione indetta contro la firma del patto 

“Le guerre e i conflitti commerciali di questi ultimi anni hanno fatto emergere la centralità del cibo e la necessità di sviluppare filiere agroalimentari quasi autonome. La Cina, nell’ultimo vertice esteso a Russia, India e Brasile, ha posto la filiera alimentare al0 top delle priorità. Gli Usa, con il Farm Bill, destinano all’agricoltura risorse quadruple rispetto all’Europa – ha sottolineato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini –. E l’Ue? Taglia i fondi in maniera folle: 90 miliardi in meno, 9 miliardi solo per l’Italia. Von der Leyen così impedisce di produrre cibo di qualità per la salute degli europei e di potenziare le esportazioni. Gli altri Paesi agiscono per salvaguardare le proprie produzioni, mentre l’Europa è oggi incapace di proteggere i suoi settori chiave.

In Polonia autostrade e i ponti sono stati bloccati dai trattori che hanno rallentato il traffico di fine anno.

La richiesta in Polonia, così come qualche giorno prima in Francia e a Bruxelles, è la rinuncia all’accordo che dovrebbe essere firmato a gennaio. La creazione della più grande area di libero scambio commerciale al mondo rischia però di decretare la crisi di interi settori produttivi europei.

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