Vino dealcolato. Intesa tra Mef e Masaf dà l'ok definitivo alla produzione in Italia

Vino dealcolato. Intesa tra Mef e Masaf dà l’ok definitivo alla produzione in Italia

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Arriva l’ok definitivo al vino dealcolato in Italia. Un decreto interministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e del Ministero dell’agricoltura,della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) ne ha fissato il regime fiscale. Un tempo osteggiato dai produttori del nostro paese, il vino dealcolato è diventato un alleato del settore alle prese con il peso dei dazi statunitensi e cinesi in primis. I paesi del Medioriente costituiscono un nuovo mercato che per esigenze culturali non acquista alcol ma apprezza i prodotti dealcolati.Il decreto distingue tra produttori a seconda che si producano più o meno di mille ettolitri all’anno.

Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “Con questo decreto diamo al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno… Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore”

Positivo il commento di Coldiretti e Filiera Italia: “Il via libera al decreto interministeriale Mef–Masaf sulla produzione dei vini dealcolati rappresenta un passaggio atteso che contribuisce a dare certezza normativa a un segmento di mercato in evoluzione, dopo un periodo particolarmente complesso per il comparto vitivinicolo, segnato da difficoltà sui mercati, tensioni sui costi e cambiamenti nei consumi.
Coldiretti e Filiera Italia hanno seguito con attenzione e senso di responsabilità l’intero percorso che ha portato all’adozione del provvedimento, mantenendo nel tempo una posizione chiara e coerente: accompagnare l’innovazione senza snaturare l’identità del vino italiano, tutelando le denominazioni, il valore culturale del prodotto e il lavoro delle imprese agricole.

In più occasioni Coldiretti e Filiera Italia hanno ribadito la necessità di distinguere con precisione tra vino e prodotti ottenuti attraverso processi di dealcolazione, evitando ambiguità che possano generare confusione nei consumatori o indebolire il sistema delle Dop e Igp. Allo stesso tempo, è stato sottolineato come la crescita dei prodotti no e low alcohol sia un fenomeno di mercato da governare con regole chiare, garantendo condizioni di concorrenza eque per le imprese italiane rispetto agli altri Paesi europei”

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