Inquinamento da PFAS: i ministri dell’ambiente Ue sono stati invitati ad effettuare il test del sangue per rilevare i cosiddetti “inquinanti eterni” per sensibilizzare sull’emergenza ambientale e sanitaria correlata a queste sostanze chimiche.
Durante la riunione informale del Consiglio dell’Ambiente ad Aalborg, in Danimarca, i ministri dell’ambiente e del clima dell’Unione europea sono stati invitati a sottoporsi alle analisi del sangue per rilevare la presenza dei PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni” che rappresentano un rischio per ambiente e salute umana.
A promuovere l’iniziativa è stato il ministro dell’Ambiente danese e delle pari opportunità Magnus Heunicke, in collaborazione con l’Ufficio europeo per l’ambiente (EEB) e l’organizzazione no-profit ChemSec, con l’obiettivo di sensibilizzare sul problema dell’inquinamento da forever chemicals che coinvolge tutti i cittadini europei e mette a rischio non solo la loro salute, ma anche gli ecosistemi.
“I PFAS si accumulano sia nell’ambiente che negli esseri umani e, una volta presenti, sono molto difficili da gestire. Sappiamo che negli esseri umani i PFAS possono, tra le altre cose, causare il cancro e possono anche colpire gli ambienti acquatici e gli animali. L’inquinamento si verifica in tutta l’UE e dobbiamo collaborare. Stiamo ora evidenziando la questione consentendo ai ministri di testare il proprio sangue per i PFAS”, ha affermato Magnus Heunicke, Ministro dell’Ambiente della Danimarca e promotore dell’iniziativa.
“È fondamentale intervenire con decisione contro l’inquinamento da PFAS, motivo per cui è necessario adottare misure in tutta l’UE per prevenire, contenere e bonificare i PFAS” ha aggiunto Heunicke.
Proprio la Danimarca, insieme a Germania, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi, ha già presentato una richiesta congiunta all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per chiedere il divieto di produzione, vendita e utilizzo di quasi tutti i PFAS in Ue.
Una richiesta al vaglio della Commissione europea che, però, sta subendo dei rallentamenti, come ha spiegato a TeleAmbiente, lo scorso marzo, l’europarlamentare Cristina Guarda: “Il processo per bandire i PFAS dal commercio e dalla produzione in Europa sta avendo dei rallentamenti. La proposta avanzata da cinque Stati nel 2021 è al vaglio dell’ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche, ndr) ma al momento sta subendo rallentamenti. Io credo che ci sia un po’ lo zampino delle pressioni lobbistiche del mondo della chimica”.
I campioni di sangue dei ministri che hanno accettato di sottoporsi al test saranno analizzati per trovare 13 dei composti PFAS. I risultati sono attesi dopo l’estate.
Non è la prima volta che funzionari europei vengono coinvolti in un test per rilevare la presenza degli inquinanti eterni nel sangue. Anche nel gennaio 2024, sempre su iniziativa dell’Ufficio europeo per l’ambiente e di ChemSec, 11 leader Ue si erano sottoposti alle analisi. Dai risultati era emerso che tutti avevano i PFAS nei loro corpi. Nel sangue dei leader europei, infatti, erano state trovate oltre la metà dei 13 forever chemicals analizzati (PFOA, PFNA, PFDA, PFUnDA, PFHxS, PFHpS, PFOS).
PFAS, i pericoli per la salute
Il gruppo di sostanze chimiche denominate PFAS è molto vasto e non di tutte queste molecole si conoscono gli effetti su ambiente e salute. Ciò che è noto è che gli inquinanti eterni sono così definiti per un motivo: si accumulano nell’ambiente. Ciò comporta l’inquinamento di terreni e acqua, che finiscono per alterare gli ecosistemi e per contaminare anche l’organismo umano. Ma quali sono gli effetti per la salute?
Nel corso degli anni, numerosi studi hanno portato alla definizione dei PFAS, da parte dell’IARC, come sostanze “cancerogene per l’uomo”, riferendosi in particolare ai PFOA.
L’esposizione a queste sostanze infatti, può causare gravi danni alla salute. Essendo degli interferenti endocrini, i PFAS sono correlati al rischio di contrarre alcune forme di cancro femminile (utero, ovaie, seno). Sono poi associati al rischio di tumori ai testicoli, ai reni, a danni alla fertilità, problemi alla tiroide, danni al fegato e possono favorire alti livelli di colesterolo.


