Plastica, Ue perde la capacità di riciclo e presenta un pacchetto anti-crisi

Plastica, Ue perde la capacità di riciclo e presenta un pacchetto anti-crisi

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L’Unione europea ha perso la capacità di riciclo della plastica per 1 milione di tonnellate. La Commissione Ue ha presentato il pacchetto di misure anti-crisi: sì al riciclo chimico, più controlli nelle importazioni e criteri comuni sui rifiuti.

L’Unione europea chiude il 2025 con un pacchetto di misure per salvare l’industria del riciclo della plastica all’insegna di maggiori controlli sulle importazioni, criteri comuni di “end of waste” e l’appoggio al riciclo chimico.

Questo primo pacchetto presentato dalla Commissione europea ha l’obiettivo di dare un primo sostegno all’economia circolare della plastica, che in Europa sta attraversando una crisi profonda nel settore del riciclo.

In particolare, nel Vecchio Continente si assiste a un calo della capacità di riciclo e di condizioni di concorrenza diseguali a livello internazionale.

Ad ammetterlo è proprio la Commissione, che afferma come Il settore del riciclo della plastica si trova ad affrontare crescenti pressioni: mercati frammentati per i materiali riciclati, elevati costi energetici, prezzi volatili della plastica vergine e concorrenza sleale da parte di paesi terzi. Queste sfide stanno già avendo ripercussioni negative, con una riduzione dell’utilizzo della capacità produttiva e perdite finanziarie per le aziende di riciclo dell’UE, che minacciano gli obiettivi di circolarità e la competitività industriale dell’UE”.

La crescita della capacità di riciclo in Ue – a fronte del basso costo del petrolio e dell’eccesso di capacità produttiva dei Paesi extra Ue – negli ultimi anni ha subito un rallentamento, passando dal 17% nel 2021 al 10% nel 2022, per poi scendere al 6% nel 2023. Entro la fine del 2025, la capacità di riciclo sarà diminuita di 1 milione di tonnellate, pari all’intera capacità di riciclo della Francia. Tutti impianti fermi a rischio di fallimento, che comprendono anche quelli situati in Italia.

Secondo Bruxelles, queste misure per ottimizzare il riciclo della plastica sbloccheranno ulteriormente il potenziale del mercato unico, migliorando la sicurezza economica, l’autonomia strategica, la competitività e la sostenibilità ambientale dell’Unione europea. Obiettivi in linea con il rapporto Draghi, che ha individuato tra le leve chiave per rafforzare l’industria europea anche la circolarità e l’efficienza delle risorse.

La Commissione, per accelerare la transizione verso un’economia circolare, sta seguendo un approccio in due fasi. Nella prima, vista la forte pressione su alcuni settori, il pacchetto di misure include una serie di azioni concrete a breve termine per sostenere la circolarità, soprattutto nel settore della plastica, incoraggiando sia gli investimenti che le innovazioni. Nella seconda fase, prevista nel 2026, la Commissione proporrà una legge sull’economia circolare con altre misure orizzontali volte a migliorare il funzionamento del mercato unico delle materie prime secondarie.

Inoltre, visti crescenti volumi di plastica da affrontare, per raggiungere gli obiettivi di riciclaggio l’Ue ha deciso di sostenere tutti i metodi che offrono risultati ambientali migliori rispetto alla discarica e all’incenerimento. Tra questi ci sono il riciclaggio meccanico, che comporta minori emissioni e maggiore efficienza energetica, e il riciclo chimico, che può avere un ruolo chiave laddove i metodi meccanici non sono praticabili. Ad esempio quando è necessario un materiale riciclato di alta qualità, come nel caso degli imballaggi alimentari.

“La competitività e la resilienza dell’Europa dipendono dall’efficienza con cui utilizziamo le nostre risorse. – ha commentato Jessika Roswall, Commissaria Ue per l’Ambiente – Con le misure odierne, adottiamo misure concrete per aiutare il settore del riciclo della plastica in difficoltà in Europa e per costruire un autentico mercato unico per i materiali circolari. Si tratta di creare nuove opportunità per l’industria europea, accelerare la transizione verso la circolarità, ridurre le nostre dipendenze e garantire che la nostra economia sia pronta per il futuro”.

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