Rese note le motivazioni con cui i magistrati contabili avevano bocciato la delibera del Cipess che aveva approvato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Diverse le criticità evidenziate, di carattere ambientale, economico e procedurale. Il governo sembra intenzionato ad andare avanti, ma le opposizioni insorgono.
Sono state diffuse le motivazioni con cui la Corte dei Conti, a fine ottobre, ha bocciato la delibera del Cipess che aveva approvato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Per i magistrati contabili, tra le varie criticità riscontrate, la violazione della direttiva europea sugli appalti, che impone di rifare la gara se i costi dovessero superare del 50% quelli dell’appalto originario.
Un problema economico, dovuto anche al fatto che i costi saranno interamente a carico dello Stato, ma non solo. C’è infatti anche la violazione della direttiva europea Habitat sulle aree protette, con tanto di Valutazione di impatto ambientale negativa ma ‘superata’ con l’Iropi, un documento con cui il governo ha ribadito gli “imperativi motivi di interesse pubblico“. L’Iropi, redatto dalla società Stretto di Messina Spa, era stato adottato integralmente dall’Esecutivo, secondo cui i motivi di interesse pubblico sarebbero la salute e la sicurezza pubblica, ma anche la valenza militare del Ponte sullo Stretto. La Corte dei Conti contesta che nell’Iropi manca una spiegazione dettagliata della mancanza di alternative al Ponte.
#Salvini: “Il Ponte sullo Stretto è un’opera che gli italiani aspettano da decenni, moderna, sostenibile e sicura. La Corte dei Conti ha fatto alcuni rilievi: ci prenderemo qualche mese in più, ma li supereremo rispondendo punto su punto, insieme a tecnici, avvocati e decine di…
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) November 27, 2025
Oltre ai dubbi sulla sostenibilità ambientale ed economica del progetto, la Corte dei Conti ha espresso perplessità sulle stime di traffico, affidate ad una società privata, la Tplan Consulting, che ha un solo dipendente e un fatturato di poco meno di 730 mila euro. Il governo sembra intenzionato ad andare avanti, registrando gli atti con riserva ma rischiando contestazioni erariali in futuro. L’alternativa è rifare la procedura, con tanto di gara, andando incontro ai rilievi della Corte dei Conti. Anche se difficilmente tutti quelli evidenziati appaiono superabili.
Le motivazioni con cui la Corte dei Conti ha ricusato la delibera del CIPESS sul Ponte sullo Stretto evidenziano la totale illegittimità del progetto. È una vittoria della democrazia e dei cittadini. Hanno ingannato gli italiani e la responsabilità politica è di Salvini. pic.twitter.com/Yj0SNfPGuO
— Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) November 27, 2025
Intanto, a Messina si è tenuta, nella giornata di sabato 29 novembre, una manifestazione No Ponte a cui hanno aderito, secondo gli organizzatori, quasi 15 mila persone. Presenti, tra gli altri, anche importanti esponenti politici da sempre contrari al progetto, come la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. “Il Ponte sullo Stretto di Messina è una truffa ai danni degli italiani: 14 miliardi di euro sottratti alle vere priorità” – ha spiegato il co-portavoce nazionale di Europa Verde – “Di fronte alla illegittimità sancita dalla Corte dei Conti, suggerisco a Giorgia Meloni di fermarsi, perché se dovessero andare avanti, costruiremo un muro della legalità“.
Oggi a #Messina è una grande giornata perché coincide con una vittoria della legalità.
La Corte dei Conti ha dato ragione alle argomentazioni che abbiamo sempre posto, ovvero che il #PontesulloStretto è un’opera vecchia di 30 anni, sottrae 14 MLD di euro ai cittadini, e solo… pic.twitter.com/p9Ss1f2Lqs— Europa Verde – Verdi (@europaverde_it) November 29, 2025
Salvini ha detto che in tutto il mondo invidiano il ponte sullo Stretto. Che dovremmo esportarlo. Allora io faccio questa proposta: esportiamo Salvini all’estero. Se il governo intende proseguire in questa follia, noi costruiremo un muro di legalità. Non passeranno. pic.twitter.com/82O0KEUkzT
— Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) November 30, 2025


