Ponte sullo Stretto, Greenpeace lancia il progetto Aggiungiamo bellezza al mare

Ponte sullo Stretto, Greenpeace lancia il progetto “Aggiungiamo bellezza al mare”

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Ponte sullo Stretto, Greenpeace Italia lancia il progetto “Aggiungiamo bellezza al mare” per difendere un ecosistema unico al mondo che rischia di scomparire sotto una colata di cemento.

Una scrittrice, una poetessa, un pittore e uno scultore hanno affidato le proprie opere al mare per diffondere un appello a tutela dello Stretto di Messina, uno degli ecosistemi marini più straordinari e fragili del Mediterraneo.

Greenpeace Italia, con quattro immersioni, ha portato le opere sui fondali dello Stretto nell’ambito della campagna “Aggiungiamo bellezza al mare”, che unisce arte, cultura e protezione ambientale di questo luogo unico al mondo per biodiversità e valore scientifico. Questo braccio di mare che separa la Penisola dalla Sicilia è infatti considerato dagli studiosi un patrimonio naturale di valore inestimabile, ricco di importanti habitat marini, riconosciuti anche dalla rete Natura 2000. Secondo il briefing “Mare Unicum” pubblicato dall’associazione ambientalista, lo Stretto continua a soffrire una grave carenza di tutele, aggravate dalla minaccia del Ponte sullo Stretto, che rischia di distruggere interi ecosistemi.

“Nel dibattito sul ponte dello stretto, l’ambiente marino forse è stato quello meno attenzionato. Abbiamo già visto gli effetti di un’urbanizzazione selvaggia nel passato. Quanto maggiori sarebbero i rischi di un cantiere così grande, fosse anche solo per la costruzione dei piloni, su entrambe le sponde, e quali sarebbero gli effetti sulle comunità marine? Probabilmente devastanti”, ha dichiarato Marina Morabito dell’Università di Messina.

“Il movimento No Ponte è un movimento che si caratterizza per legare insieme i nonni e i nipoti, la destra e la sinistra, le persone che vivono in questo territorio e le persone che vengono da fuori per difendere questo territorio”, ha spiegato Aurora Notarianni, avvocato di Greenpeace, WWF e Legambiente. “Il Governo ha introdotto una norma che reprime il dissenso, che vieta di manifestare contro le opere pubbliche e prevede sanzioni anche molto importanti. Nonostante tutto il movimento è rimasto pacifico e ha continuato a protestare con grandi manifestazioni e continuerà a farlo se si dovesse andare avanti nella progettazione di quest’opera e nell’approvazione di un progetto definitivo che noi ci auguriamo non verrà mai”.

“Noi continueremo a difendere questo territorio, nonostante i decreti che cercano di impedirci di protestare in maniera non violenta contro queste assurdità, contro delle infrastrutture inutili”, ha dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia.

“Continueremo a sostenere i comitati e i cittadini di Reggio, di Messina, dello Stretto e di tutto il resto del pianeta che hanno deciso che basta ferire il mare. Noi proponiamo di aggiungere bellezza a questo mare. Con questa iniziativa noi vogliamo lanciare un messaggio che speriamo venga anche accolto dai comitati che lottano contro il ponte per affermare una visione diversa, una visione che veda una coesistenza dell’uomo con l’ecosistema più importante del pianeta che è il mare”, ha concluso Giannì.

Con il progetto “Aggiungiamo bellezza al mare”, l’associazione ambientalista ha voluto ribaltare l’idea che tutto questo possa essere sacrificato per costruire un’opera inutile, e lo ha fatto attraverso un gesto simbolico ma concreto: invece di una nuova colata di cemento, Greenpeace e gli artisti e le artiste coinvolte invitano a immaginare per lo Stretto un futuro fondato sulla cura, la tutela ambientale e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

Gli artisti e le artiste che hanno donato le loro opere a Greenpeace sono la scrittrice Rosella Postorino, il pittore siciliano Francesco De Grandi, la poetessa L’aura (pseudonimo di Laura Fusco) e l’artista Massimo Catalani.

Rosella Postorino ha scritto il racconto autobiografico “Certe donne nate sullo stretto”, ambientato a Scilla. La poetessa L’aura ha invece donato una poesia tratta dalla raccolta “Terra di sola andata” di Edizioni Ensemble.

Tra le opere immerse c’è anche un’acciuga in marmo bianco di Carrara realizzata da Massimo Catalani. Completa il progetto l’opera di Francesco De Grandi, una tavoletta di legno con la scritta “Preferisco restare isola”, parte del progetto ditosinistro.

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