Gli italiani scivolano in condizione di povertà nutrizionale, il rapporto dell’OIPAOsservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare evidenzia come i bambini e i giovani siano tra i più esposti. L’aumento dell’inflazione comporta l’aumento del prezzo di frutta e verdura superiore a quello dei cibi processati. Come risultato molte famiglie sono costrette a ridurne il consumo in favore di cibi molto meno salutari. Solo il 43% degli italiani segue un modello alimentare riconducibile alla dieta mediterranea.
A Roma è stato presentato il volume “Povertà e insicurezza alimentare in Italia. Dalla misurazione alle politiche” che analizza come l’inflazione alimentare contribuisce ad acuire le disuguaglianze sociali e nutrizionali, colpendo in misura maggiore le famiglie economicamente più fragili.
Daniela Bernaschi, ricercatrice OIPA, ha affermato a margine della conferenza stampa: “Noi abbiamo elaborato un indice di accessibilità economica che va a valutare la capacità economica delle famiglie di accedere a una dieta sana nei vari municipi di Roma, ma nei vari comuni della città metropolitana. Quello che emerge è che c’è una crescente difficoltà. Vale a dire, le famiglie nel comune di Roma dovrebbero incrementare le proprie risorse del più 26% per accedere a una dieta sana.
Questo significa che c’è una privazione a livello di famiglie. Le famiglie non hanno le risorse per accedere a una dieta sana. Questa disuguaglianza l’abbiamo analizzata in diversi canali distributivi, dal discount ai supermercati e ai mercati rionali. Il discount è il canale che permette una maggiore accessibilità al contrasto invece dei mercati rionali. Quindi c’è una criticità nella geografia delle disuguaglianze nel territorio della città metropolitana. In alcune aree abbiamo individuato anche deserti alimentari, vale a dire delle aree in cui non ci sono attività alimentari nel raggio di un chilometro.”
Ha partecipato alla conferenza stampa Maurizio Martina, vicedirettore generale FAO: “Questo è un rapporto molto importante perché mette in luce alcune connessioni fondamentali da comprendere quando ragioniamo di sicurezza alimentare in contesti sviluppati come i nostri. Penso al riferimento importante che il rapporto fa alla connessione tra sicurezza alimentare, insicurezza alimentare e servizi sanitari, ma anche alla qualità delle diete, l’impoverimento in generale di famiglie e persone porta anche ad un impoverimento delle diete alimentari.
Questo è un fenomeno che noi osserviamo in tante realtà sviluppate, in Occidente in particolare, è guai se lo sottovalutassimo, soprattutto se guardiamo anche alla connessione con i dati demografici. Ci sono ragazzi, bambini, c’è una povertà alimentare adolescenziale e infantile che sta emergendo soprattutto in alcuni contesti urbani e noi non possiamo affatto sottovalutarla. È una grande sfida per tante città.”


