Rifiuti tessili, 840.000 tonnellate finiscono nell’indifferenziato. Erion Textiles: “Serve maggiore informazione”

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“Il 71% delle persone conoscono il fatto che adesso sia obbligatorio raccogliere in modo separato il tessile, ma solo pochi di loro sanno che tutto va conferito”, Raffaele Guzzon, presidente Erion Textiles

Ogni anno finirebbero erroneamente nel rifiuto indifferenziato più di 100.000 tonnellate di piccoli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), oltre 5.800 tonnellate di Rifiuti di Batterie (RB) portatili e a queste quantità si aggiungono quasi 840.000 tonnellate di rifiuti tessili.

Questi sono i risultati dello studio condotto da Erion – in collaborazione con l’IPLA e il Politecnico di Milano presentati durante l’evento Sostenibilità e consapevolezza: un’indagine sui rifiuti indifferenziati e sul ruolo della comunicazione nel trasformare i comportamenti” presentati all’Ara Pacis di Roma.

Illustrati anche i risultati di un sondaggio, realizzato per Erion da Ipsos Doxa Italia, che mappa gli impatti della comunicazione sui comportamenti dei cittadini in materia di rifiuti. Gli errori più comuni compiuti da chi fa (o meglio vorrebbe fare) la raccolta differenziata si verificano con gli oggetti di cui ci si vuole liberare, ma che non si sa dove buttare e sul podio ci son sicuramente i rifiuti tessili (stracci 41%, scarpe 27% e borse 23%).

“Il 71% delle persone conoscono il fatto che adesso sia obbligatorio raccogliere in modo separato il tessile, ma solo pochi di loro sanno che tutto va conferito, non solo quello che è in buono stato. – spiega a TeleAmbiente Raffaele Guzzon, presidente Erion Textiles – Spesso il riciclo del prodotto tessile viene raccontato solo attraverso il riuso dei prodotti in buono stato. Noi, invece, dobbiamo cercare di far sì che questi 15kg, come è emerso dalla studio, ovvero la quantità media a persona di rifiuti che va nell’indifferenziato, possa finire attraverso una raccolta selezionta, che possa alimentare altre filiere che a loro volta devono migliroare”. 

Lo studio Erion sugli errori nella differenziata

Andrea Fluttero, presidente Erion, ha spiegato a TeleAmbiente le azioni proposte nello studio per invertire la tendenza e rafforzare la raccolta differenziata: “Gli studi che presentiamo oggi riguardano da un lato un approfondimento sulla quantità di rifiuti non differenziati presenti all’interno delle raccolte indifferenziate. È un elemento importante da conoscere per capire qual è il potenziale inespresso, ed è importante anche suddividerlo per filiere. Ci sono filiere che sono mature anche dal punto di vista del riciclo e altre che lo sono meno”.

“Una volta che si conosce qual è la quantità di rifiuti erroneamente conferiti nell’indifferenziato – ha continuato il presidente Erion – spingere su una quantità piuttosto che sull’altra ha un senso se si sa che quella filiera su cui si spinge ha la possibilità di avere impianti tecnologici per il riciclo e mercati di sbocco. Nel caso dei RAEE è così, per il tessile non è ancora così. C’è moltissimo riuso, ma manca quasi totalmente il vero riciclo, quello da fibra a fibra. Quindi, questa capacità di avere consapevolezza della composizione dell’indifferenziato è essenziale per poter spingere più o meno a seconda delle filiere”.


Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, ha raccontato il “potenziale inespresso” che si nasconde dietro ai rifiuti RAEE e i principali ostacoli al riutilizzo dei materiali in essi contenuti.

“Purtroppo i cittadini italiani non hanno ancora capito bene che i RAEE sono rifiuti importanti perché contengono materie prime particolarmente preziose e quindi devono essere oggetto della raccolta differenziata. Finiamo per tenerli nei cassetti e se ci pensiamo abbiamo cassetti pieni di oggetti come lo spazzolino elettrico, le cuffiette, il power bank, il vecchio cellulare. Tutte cose che poi, quando il cassetto è troppo pieno finiamo per buttare nella spazzatura indifferenziata. Questo è davvero uno spreco perché in questo modo non possiamo recuperare nulla delle materie prime che compongono questi rifiuti e quindi dobbiamo imparare a differenziare i rifiuti elettrici ed elettronici e a conferirli in modo corretto”.

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