Riforma della caccia, M5S presenta mozione: "L'Italia non può diventare il Far West"

Riforma della caccia, M5S presenta mozione: “L’Italia non può diventare il Far West”

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Aumentano le polemiche sul disegno di legge sulla caccia del Governo Meloni. M5S: “Presentata una mozione per fermare il Far West”. 

Mozione del Movimento Cinque Stelle (M5S) per fermare il disegno di legge sulla caccia del Governo Meloni. Ad annunciarla sono i gruppi parlamentari pentastellati della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica: “Se la riforma voluta dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sulla Legge numero 157 del 1992 andrà in porto, l’Italia diventerà un Far West. Non solo una dichiarazione di guerra agli animali, ma anche un attacco impietoso alla biodiversità e alla natura. Impossibile tacere”.

Ed ecco perché, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità, in calendario il 22 maggio 2025, data non a caso, i parlamentari del partito politico presieduto da Giuseppe Conte chiedono il ritiro di un provvedimento anacronistico, barbaro e crudele: “Se le bozze in circolazione del disegno di legge sulla caccia del Governo Meloni saranno confermate, sarà possibile sia costruire impianti per la cattura dei richiami vivi sia sparare in territori demaniali, dalle foreste alle spiagge, fino alle dune, anche di notte. Probabili, inoltre, l’allungamento del calendario venatorio oltre febbraio, la riduzione delle Aree Naturali Protette e la considerazione assurda dell’utilizzo delle doppiette come attività a tutela della biodiversità. Con una ciliegina sulla torta: chi protesterà, sarà sanzionato. Questo è un vero e proprio golpe ambientale da fermare, un vero e proprio tradimento dei principi di tutela della biodiversità sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla normativa dell’Unione Europea. Insomma, una proposta irricevibile“.

Diversi, non a caso, gli obiettivi della mozione dei gruppi parlamentari pentastellati della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica: “Chiediamo l’apertura di un’interlocuzione urgente con l’Unione Europea per individuare le misure legislative necessarie alla chiusura delle procedure di infrazione avviate contro l’Italia per la violazione delle normative europee; la sospensione delle iniziative legislative volte a modificare la Legge numero 157 del 1992 almeno fino al termine delle infrazioni in corso, così da evitare ulteriori violazioni e indebolimenti normativi; il rafforzamento della cooperazione con le regioni italiane per assicurare un sistema di monitoraggio completo e aggiornato sullo stato di conservazione delle specie animali cacciabili; l’implementazione efficace del Piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, così da combattere la caccia illegale sia con strumenti normativi più severi sia con risorse più adeguate. Tutto ciò per garantire una reale tutela della biodiversità, in linea con l’articolo 9 della Costituzione Italiana. Fermare un simile Far West è una battaglia di civiltà“.

Riforma della caccia, Costa (M5S): “Faremo una resistenza durissima”

Oltre a essere preoccupato, io sono arrabbiato. Non si può pensare un disegno di legge simile. Un vero e proprio golpe ambientale. Il Governo Meloni si sta ponendo in contrasto non solo con l’articolo 9 della Costituzione Italiana a tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, ma anche con la Direttiva numero 92/43/CEE, cioè con la Direttiva Habitat, esponendo lo Stivale a un’infrazione dell’Unione Europea. Del nostro Paese ridono ovunque ormai. Perché tutto ciò? Per favorire i bracconieri che vogliono diventare cacciatori. Tradotto: per un mero scopo elettorale. Faremo una resistenza durissima, fortissima e senza sconti e chiederemo il vostro aiuto. Tutti assieme dobbiamo e possiamo combattere una battaglia contro persone solite avere in spregio ambiente e animali“, dichiara il deputato del Movimento Cinque Stelle (M5S), Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Conte, Sergio Costa.

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