Cresce la preoccupazione per la diffusione della febbre West Nile nel Lazio. Primo caso a Roma in una donna di 77 anni. Branda (Università Campus Biomedico di Roma): “Ecco come proteggersi”.
Primo caso di febbre West Nile a Roma. Ad avere contratto il virus trasmesso dalle zanzare è una donna di 77 anni residente nel quartiere Infernetto. Immediato, dopo il riconoscimento dei primi sintomi, il suo ricovero nel reparto ordinario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”. Già attivate nel rione a Sud della Capitale le misure di contenimento della diffusione della patologia. Protocolli che, già in vigore in alcune Aziende Sanitarie Locali (ASL) del Lazio a seguito dell’aumento dei contagi, arrivano anche a Roma 3.
A seguire l’evolvere della situazione, attraverso una cabina di regia in costante aggiornamento, sono la Regione Lazio, l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” e l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. In prima linea è anche il Campidoglio per coordinare le azioni di controllo contro il virus trasmesso dalle zanzare. Tra i presenti alla riunione del 7 agosto 2025, il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, l’Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari, l’Azienda Municipale Ambiente (AMA), la Polizia Locale e la Protezione Civile.
#WestNile, riunione a supporto del tavolo regionale
Questa mattina in Campidoglio si è tenuta una riunione per fornire il supporto di Roma Capitale al tavolo tecnico sul virus West Nile, per coordinare le azioni di #prevenzione e #controllo.
Info ➡️ https://t.co/s4EZhMBOj7 pic.twitter.com/Z43KHVM5Y4
— Roma (@Roma) August 7, 2025
Già sette, da gennaio ad agosto 2025, le persone morte nel Lazio a causa della febbre West Nile. Tutte vittime, ed è bene sottolinearlo, con patologie pregresse. 173, almeno secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), invece, i casi confermati lungo lo Stivale in otto mesi. Tra le Regioni più colpite, il Lazio, la Campania e il Piemonte. Nonostante l’assenza della trasmissione della malattia infettiva respiratoria da uomo a uomo, tanti gli accorgimenti da adottare per proteggersi sia dentro sia fuori casa.
“Usare repellenti da applicare sulla pelle, indossare abiti lunghi, soprattutto all’imbrunire, per coprire il corpo e installare, se possibile, reti protettive nelle finestre di casa“, spiega a TeleAmbiente il ricercatore di Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Francesco Branda.


