Ferma l'auto per scattare una foto a un orso: uomo salvo per miracolo

Ferma l’auto per scattare una foto a un orso: uomo salvo per miracolo

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Nonostante gli avvertimenti degli scienziati, ancora troppi i comportamenti sbagliati in caso di avvistamento di un orso. L’etologa Chiara Grasso: “Ecco cosa fare se si incontra un plantigrado”.

Che gli orsi bruni accompagnati dai cuccioli siano inavvicinabili è cosa nota. Nonostante gli avvertimenti degli scienziati, però, alcune persone, pur di scattare una foto o di registrare un video da pubblicare sui social, continuano a rischiare la vita.

Lungo la Transfăgărăşan DN7C, tra i Carpazi, in Romania, un uomo a bordo di un’auto viaggia verso casa. L’avvistamento di un plantigrado nascosto tra la vegetazione rigogliosa al di là del guardrail, però, lo porta a fermare il veicolo. In pochi minuti, il grosso mammifero accompagnato dai cuccioli gli si avventa contro. In una frazione di secondo, il signore si getta letteralmente all’interno della macchina per mettersi in salvo. A immortalare la scena è un video diventato virale sul web. Una tragedia sfiorata, certo, e un animale condannato a morte, forse, a causa degli ennesimi comportamenti sbagliati di un uomo.

Soltanto il 2 luglio 2025, sempre lungo la Transfăgărăşan DN7C, Omar Farang Zin, motociclista residente a Samarate, in provincia di Varese, in Lombardia, è stato ucciso da un orso bruno. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, che si era scattato già alcuni selfie con uno degli almeno 10.000 plantigradi presenti nel territorio, si è avventurato lungo un sentiero impervio per fotografare un lago. Qui, però, un esemplare di Ursus arctos Linnaeus accompagnato da tre cuccioli lo ha aggredito senza lasciargli scampo. Dopo essere stato identificato, l’animale è stato abbattuto.

Romania, l’etologa Chiara Grasso: “Ecco cosa fare se si incontra un orso”

Visitare la Romania significa immergersi nella natura più incontaminata. Ma cosa fare se si incontra un orso? È meglio scappare via o mantenere la calma? E perché è necessario portare i cani al guinzaglio durante le escursioni naturalistiche? A rispondere a queste domande è l’etologa Chiara Grasso: “Ricordiamoci sempre che il bosco, prima di essere la nostra palestra di allenamento oppure il nostro hobby, è la casa degli animali. Quando un esemplare ci attacca, spesso lo fa per difendersi. Fondamentale, di fronte a un grosso mammifero come un plantigrado, evitare di farci vedere come una minaccia. Non siamo, però, neanche una preda, quindi, non bisogna correre, perché fa scatenare nell’animale selvatico l’istinto di rincorrerci“.

Necessario, in caso di contatto fisico, restare fermi: “Se vediamo un orso durante un’escursione naturalistica, manteniamo la calma, indietreggiamo lentamente ed eventualmente mettiamoci su un’altura. Con tranquillità gli lanciamo dei “no” e dei “vai via” secchi. Se un plantigrado si mette sulle zampe posteriori, non lo fa per attaccare bensì per controllare meglio il territorio circostante. A quel punto non dobbiamo lanciargli pietre, zaini o bastoni. Soltanto se il mammifero arriva a un contatto fisico, ci sdraiamo per terra con le mani sul collo e stiamo fermi“.

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