Moda, Rome Fashion Path 2026 chiude la sua terza edizione con oltre 160 realtà coinvolte

Moda, Rome Fashion Path 2026 chiude la sua terza edizione: oltre 160 realtà coinvolte

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Rome Fashion Path 2026 chiude la sua terza edizione: oltre 160 realtà coinvolte per sei giorni di moda e sperimentazione.

Si è conclusa con grande partecipazione Rome Fashion Path 2026, la manifestazione diffusa dedicata alla moda della Capitale che dal 12 al 17 maggio ha animato il centro e le periferie della città con un fitto calendario di sfilate, workshop, showcase, performance e appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico.

Patrocinata dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, la kermesse ha coinvolto oltre 160 realtà tra stilisti, brand, scuole di moda, botteghe artigianali, vintage store, atelier storici e designer emergenti, ma anche fotografi, make-up artist, hair stylist e altri professionisti del settore, confermandosi un progetto capace di mettere in rete una filiera che a Roma esiste, ma raramente si vede insieme.

Più di 60 gli appuntamenti andati in scena nel corso di questa terza edizione. Ad aprire il calendario è stato il Collettivo Moda Consapevole con Fashion is a collective action!, evento partecipativo dedicato alla moda etica e a basso impatto che ha riunito brand, upcycler e addetti ai lavori in un confronto diretto con il pubblico attraverso styling session e live photo shooting.

Il tema della moda green ha trovato ampio spazio all’interno della manifestazione. Tra gli appuntamenti più significativi, quello di RUFA – Rome University of Fine Arts che ha svelato un’anteprima del prezioso Archivio Tessile Franco Annoni – accanto a una collezione di centinaia di capi vintage – organizzando inoltre lo swap party solidale Fashion for Forests, in collaborazione con la Fondazione Sylva, impegnata nella riforestazione del Salento.

Grande attenzione anche alla formazione, con il coinvolgimento di scuole e accademie. MAM Maiani Accademia Moda ha aperto le porte dei propri laboratori al pubblico attraverso workshop dedicati al savoir-faire sartoriale e alla sperimentazione contemporanea; la Scuola d’Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia di Roma Capitale ha portato in passerella, nella suggestiva Sala delle Vele, gli abiti d’alta moda realizzati dagli studenti attraverso le tecniche del moulage e della confezione sartoriale.

Sfilate, open day e masterclass hanno coinvolto anche Accademia Viola, ILA – International Luxury Academy e Istituto Moda Sgrigna. Spazio anche alla scena indipendente con realtà come Groovin, concept store contro-culturale del rione Monti che ha ospitato il trunk show della sua nuova capsule collection handmade, one of a kind e genderless, con performance live e dj set. Sempre da Groovin si è svolto Create a Digital ADV, workshop immersivo guidato dalla fotografa Denise Rosato dedicato al processo creativo di una campagna moda contemporanea.

I creativi emergenti sono stati al centro di RFPU30, che ha portato designer, stylist e performer under 30 all’interno di gallerie, atelier e location del circuito Rome Art Week.

Tra i nomi selezionati, lo stylist e fashion designer Maicol Ierardi, che ha firmato la direzione creativa di diversi eventi della manifestazione insieme ad Angelica Mattogno; La Rivoltina, label di lingerie e corsetteria interamente realizzate a mano da Francesca Russo con tessuti deadstock di lino e cotone; Sofia Crescenzo, ideatrice di EK-STASIS: Pensa fuori dalla gabbia, evento in tre atti al Core – Backstage Hub Roma in cui Dalil Douache, Elins Moda e il LabCostume di Emiliano Sicuro si sono alternati in un racconto visivo tra glamour anni ’50 e atmosfere noir.

Accanto ai nomi nuovi, la manifestazione ha valorizzato anche il patrimonio artigianale romano attraverso atelier storici e realtà d’eccellenza. Sartoria Litrico ha aperto il proprio archivio storico – riconosciuto dal Ministero della

Cultura come Bene Culturale di Interesse Storico Nazionale – raccontando la storia della maison fondata da Angelo Litrico – oggi guidata dal nipote Luca Litrico – insieme alla fashion advisor Gaia Bartolucci.

Sartoria Farani ha invece guidato il pubblico in un percorso tra cinema e costume teatrale attraverso una selezione di abiti iconici, dal cappotto rosso della Gradisca in Amarcord al prototipo del celebre corsetto di Barbarella, fino ai costumi realizzati da Maria Rita Barbera e Gaia Calderone per il recentissimo Primavera di Damiano Michieletto, freschi di David di Donatello.

Protagoniste dell’edizione 2026 numerose location d’eccezione: il mercato rionale di via Catania si è trasformato nella catwalk di Cuore Urbano – Eleganza del presente, sfilata del brand di luxury knitwear Mela Wedding; il Bookshop del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha ospitato lo showcase di beKora, marchio che lavora attraverso una rete di sartorie sociali intrecciando tessuti italiani e africani; l’hostel boutique Jo&Joe Roma, a due passi da Piazza della Repubblica, è stato il set di Fashion Unlocked, fashion show che ha visto protagonisti i ragazzi di Modelli Si Nasce Autism Onlus, unica associazione italiana che avvia giovani autistici alla professione.

Gli spazi del TH Roma Carpegna Palace Hotel hanno fatto da cornice alle creazioni cruelty free di Annalisa Queen, realizzate in apple skin e tessuti innovativi.

A chiudere la sei giorni, la sfilata collettiva Io Sono, Noi Siamo, curata da Isa Giovannozzi e accompagnata dalle note live di Flavia Zanasi al Caffè Letterario di via Ostiense. In passerella 33 stilisti insieme a fotografi, make-up artist e hairstylist, riuniti in una scena corale che ha sintetizzato lo spirito di Rome Fashion Path: la moda come linguaggio aperto, condiviso e multidisciplinare. Rome Fashion Path: un format collaborativo che guarda al futuro. 

Nato dall’esperienza di Rome Art Week, il progetto Rome Fashion Path conferma anche nel 2026 la propria vocazione di piattaforma indipendente dedicata alla promozione della creatività contemporanea, capace di mettere in relazione moda, cultura, formazione e territorio.

«Rome Fashion Path è una piattaforma democratica e indipendente: dà spazio alle realtà affermate e ai nuovi nomi, alle sartorie storiche e ai designer under 30, alla moda come mestiere e alla moda come ricerca – ha sottolineato Massimiliano Padovan Di Benedetto, ideatore della manifestazione – Roma è da sempre culla di creatività: questa manifestazione celebra il suo ruolo nel fashion contemporaneo e lavora per renderlo ancora più forte».

Foto di copertina: © 2026 @dmgmoda.it

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