A Terni ‘Radici Di Giustizia’, tre giorni di Legalità contro tutte le mafie

A Terni ‘Radici di Giustizia’, tre giorni di Legalità contro tutte le mafie

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A Terni c’è ‘Radici di giustizia’, tre giorni di memoria e impegno contro tutte le mafie. Un’iniziativa di sensibilizzazione della cittadinanza, degli studenti e di tutto il territorio con testimonianze dirette di impegno civile. Incontri, presentazioni di libri, laboratori con le scuole e tavole rotonde per promuovere la cultura della legalità nel ricordo della strage di Capaci. Il prossimo appuntamento è il 29 maggio con Giovanni Impastato, fratello e biografo di Giuseppe, detto Peppino, giornalista radiofonico ed attivista, ucciso dalla mafia nel 1978.

In occasione della ricorrenza della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, il Comune di Terni, per il mese di maggio, ha promosso l’evento ‘Radici di giustizia. Memoria e impegno contro tutte le mafie’, tre giornate di riflessione sul tema legalità.

A TeleAmbiente è intervenuta l’assessore all’istruzione del Comune di Terni, Tiziana Laudadio: “Abbiamo scelto il mese di maggio, perché è il mese caratterizzato da alcune date significative sulle quali dobbiamo continuamente riflettere, soprattutto pensando alle giovani generazioni”.

“Per esempio ha ricordato l’assessore c’è la data del 9 maggio della morte di Peppino Impastato, quella del 23 maggio, dell’uccisione di Giovanni Falcone, di sua moglie e della sua scorta. Il mese di maggio è un mese legato indissolubilmente al concetto di legalità, di impegno civile, di lavoro costante verso il rispetto delle regole”.

L’obiettivo del progetto è quello di diffondere la cultura della legalità e rafforzare il senso civico, soprattutto tra i giovani, attraverso il coinvolgimento diretto delle scuole mettendo al centro del confronto il ruolo dell’educazione nel contrasto alla criminalità organizzata.

Un’iniziativa di sensibilizzazione della cittadinanza e di tutto il territorio con testimonianze dirette di impegno civile.

“Abbiamo organizzato una serie di attività rivolte al mondo della scuola. Abbiamo un dovere nei riguardi delle giovani generazioni – ha sottolineato ancora Tiziana Laudadio giovanissime e giovani generazioni, e lo stiamo facendo attraverso una serie di iniziative come presentazioni di libri, come proiezioni di film, tavoli di lavoro e come appunto tavole rotonde alle quali abbiamo invitato personalità che hanno qualcosa da dire a riguardo”.

“Noi come adulti dobbiamo affiancarliha aggiunto e cercare di portarli verso i valori assoluti e universali, come il rispetto dell’altro, il rispetto delle leggi e della legalità nel senso più alto”.

Tra gli eventi clou l’ incontro con il saggista e giornalista d’inchiesta siciliano Lirio Abbate, gli appuntamenti con le scuole e la tavola rotonda ‘Educazione alla legalità, parliamone insieme’, moderata dal direttore del Centro studi Temi per la Legalità, il sociologo Lino Busà.

“La memoria è fondamentaleha riferito Busà ai microfoni di TeleAmbiente per una presa di coscienza per l’educazione alla legalità, ma soprattutto per l’educazione ad una convivenza civile. La memoria, però, di per sé non è sufficiente se non si arriva dal cuore, dall’emozione, al ragionamento, alla testa, al pensiero e soprattutto, se questa educazione non attiva delle pratiche di legalità. I giovani, altrimenti, da una mera predica, non sono granché attratti”.

“È chiaro ha evidenziato ancora Lino Busàche la scuola svolge un ruolo fondamentale, ma oggi sono importanti i social media, è importante la televisione, è importante generalmente il messaggio che viene mandato. Purtroppo non c’è sempre sintonia e a volte i messaggi negativi, in serie tv, film, ci distolgono da questo valore che noi ci impegniamo a diffondere”.

Consapevolezza dei giovani

“Noi ha osservato Lino Busà sempre a TeleAmbienteviviamo in un mondo estremamente complesso e difficile. La cronaca tutti i giorni ci parla di ‘maranza’, abbiamo visto la facilità con cui si usa il coltello, quindi apparentemente sembrerebbe che siamo sconfitti, ma in verità gettare e seminare educazione, legalità e anche impegno civile, è assolutamente importante”.

“Credo ha continuatoche molti passi in avanti in questi ultimi anni, dalla strage di Falcone e poi di Borsellino, siano stati fatti. Ci sono migliaia di scuole in Italia impegnate, ci sono dei progetti importanti che secondo me debbono essere valorizzati”.

“C’è da lavorare di più sul coinvolgimento attivo dei giovaniha concluso Lino Busà coinvolgendoli non soltanto dal punto di vista di attività didattiche, per esempio l’uso del fumetto, come facciamo noi come associazione, ma anche di partecipazione a progetti concreti di legalità”.

L’ultimo appuntamento della tre giorni di riflessione è in programma venerdì 29 maggio, alle ore 17.00, a Terni presso la sede del PalaSì, con l’intervento di Giovanni Impastato – fratello e biografo di Giuseppe “Peppino” Impastato, giornalista radiofonico ed attivista, ucciso dalla mafia nel 1978.

Impastato presenterà il libro Mio fratello: tutta una vita con Peppino, il racconto di una vicenda rivoluzionaria, drammatica, coraggiosa e libera, quella di Peppino destinato a diventare il più ‘contagioso’ degli attivisti della lotta antimafia. Una storia che si intreccia a quella del nostro Paese.

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