Una rivista scientifica rigorosamente open access, quindi fruibile da chiunque, e totalmente dedicata alla medicina ambientale.
Una rivista scientifica totalmente dedicata alla medicina ambientale, e quindi all’impatto dell’ambiente che ci circonda sulla nostra salute. È l’International Journal of Environmental Medicine e nasce dalla collaborazione tra Sima – Società Italiana di Medicina Ambientale, e MDPI, il principale editore globale di riviste scientifiche open access. La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta nel corso della recente Conferenza Internazionale di Medicina Ambientale, giunta alla sua seconda edizione e tenutasi all’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti.
“È un piacere essere qui a Chieti, dove abbiamo organizzato questa Conferenza sull’ambiente, sulla salute e sulla prevenzione delle malattie in bambini e ragazzi. Loro sono il futuro ed è davvero importante che ci istruiamo su ciò che sta succedendo nel mondo della ricerca. MDPI è un editore completamente open access, con quasi 30 anni di esperienza. E ciò che è più importante è che le ricerche che noi pubblichiamo per conto di scienziati provenienti da tutto il mondo sono disponibili gratuitamente per tutti, in modo che tutti possano fruire della conoscenza” – il commento di Stefan Tochev, CEO di MDPI – “Queste ricerche sono disponibili a tutti, dall’utente ai più grandi scienziati. Quindi vi incoraggiamo a usufruire della conoscenza utilizzando la nostra piattaforma, che ospita ricerche da tutto il mondo e soprattutto con autori italiani. Quindi, grazie mille a chi ci visiterà e si istruirà con noi, ci auguriamo che possiate apprezzare le ricerche che pubblichiamo“.
“Oggi sono qui in questo convegno per parlare delle varie collaborazioni che noi di MDPI facciamo con le varie società scientifiche” – il punto di Carla Aloè, Head of Societies and Acquisition di MDPI – “Mi focalizzerò specificamente sulla collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale, abbiamo recentemente lanciato questa rivista scientifica che è l’International Journal of Environmental Medicine. Quindi oggi parlerò di quali sono l’aiment e lo scope di questa nuova rivista, ma anche l’editorial board che stiamo pian piano costruendo“.
“Il mio lavoro è basato soprattutto sull’esposizione ambientale e sugli effetti sulla salute, e nello specifico il particolato nell’atmosfera. E misuro il potenziale di generazione delle specie reattive all’ossigeno, ma anche la loro suscettibilità. Inoltre, proviamo a collegare l’esposizione ambientale e la salute umana” – ha spiegato Jing Shang, Co-Editor in Chief dell’International Journal of Environmental Medicine – “Quindi, ci stiamo concentrando sul particolato, soprattutto sul PM2.5 nell’atmosfera, ma anche nell’aria degli ambienti interni e credo che possiamo prevenire la nostra esposizione al PM2.5, all’aperto e negli ambienti indoor, utilizzando condizionatori o apposite macchine capaci di purificare l’aria. Credo che questo possa aiutare“.


