Menù con prodotti biologici e di stagione, divieto di usare bottiglie in plastica monouso e linee guida per l’organizzazione di eventi sostenibili: la rivoluzione green dell’Università di Pisa.
L’ambiente universitario si può vivere all’insegna della sostenibilità, sia nell’alimentazione che nei comportamenti quotidiani. A condividere questo pensiero e gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 è l’Università di Pisa, che ha lanciato le nuove “Linee guida per l’Organizzazione di Eventi Sostenibili”.
Menù ispirati alla dieta mediterranea, con alimenti biologici e locali, frutta e verdura di stagione, pane integrale, condimenti sostenibili e il divieto esplicito di utilizzare bottiglie in plastica monouso: meglio quella microfiltrata e della rete idrica, scegliendo bottiglie in vetro o alternative sostenibili.
Sono alcune delle indicazioni presenti nel documento, redatto dalla commissione per lo sviluppo sostenibile dell’ateneo, per ridurre l’impatto ambientale, promuovere il benessere attraverso l’offerta di cibo sano, favorire comportamenti etici e sostenere la parità di genere e le pari opportunità.
Le linee guida si applicano a diverse iniziative: da conferenze e seminari a eventi divulgativi e giornate istituzionali, fino alle sedute di laurea e ai relativi festeggiamenti. Contengono consigli pratici su tutto ciò che ruota intorno a un evento, come mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, dei consumi energetici e delle eccedenze alimentari.
“Siamo fra i pochi atenei italiani ad aver codificato questo genere di linee guida – spiega Elisa Giuliani, prorettrice alla sostenibilità – l’idea è di trasformare ogni evento universitario in un’occasione per diffondere buone pratiche, sensibilizzare la nostra comunità e rendere visibile l’impegno dell’Ateneo verso gli obiettivi dell’Agenda 2030. È un passo concreto, ma anche culturale: perché sostenibilità significa prima di tutto prendersi cura, ogni giorno, di ciò che scegliamo, consumiamo e condividiamo”.
Per incentivare la comunità universitaria a promuovere e mettere in pratica la cultura della sostenibilità, le linee guida prevedono un sistema di riconoscimento: gli eventi più virtuosi, infatti, potranno concorrere al premio “Evento più sostenibile dell’anno”, contribuendo a costruire un modello di università responsabile, inclusiva e orientata al futuro.
“È necessario ad esempio assicurarsi – spiega l’ateneo in una nota – che il servizio di catering faccia la raccolta differenziata o che si possa raggiungere il luogo dell’evento attraverso i mezzi pubblici. Stop poi a gadget inutili, palloncini, coriandoli o fuochi d’artificio e via libera invece ad arredi riutilizzabili e durevoli. Anche la comunicazione deve essere sostenibile: meglio Qr code e strumenti digitali piuttosto che carta stampata”.
Menù vegetali all’università, gli esempi virtuosi all’estero
Anche a livello internazionale, diversi atenei adottano (o stanno sviluppando) linee guida per tutelare l’ambiente e promuovere comportamenti sostenibili. Secondo un report di Essere Animali sul cibo vegetale nelle mense universitarie, nel Regno Unito oltre 12 realtà hanno dato vita a iniziative per promuovere menù plant based nelle mense dei campus. In Germania, sono almeno quattro le mense con cibo prevalentemente vegetale, mentre nei Paesi Bassi gli atenei che di default servono menù vegetariani sono almeno otto. Anche in Slovacchia undici università statali in mensa servono almeno un’opzione vegetale.
L’auspicio è che l’esempio virtuoso dell’Università di Pisa possa incentivare anche gli altri atenei italiani all’adozione di buone pratiche per rendere più sostenibile l’ambiente universitario.


