L’Osservatorio Waste Watcher della campagna “Spreco Zero” diventa buona pratica internazionale contro lo spreco alimentare attraverso il progetto FOOT. La città di New York adotterà lo “Sprecometro” nella declinazione statunitense “Wastemeter”.
Il metodo scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International per misurare lo spreco domestico, e comparare le dinamiche comportamentali tra i diversi Paesi, sarà buona pratica della comunità internazionale nell’ambito del progetto FOOT, promosso con la FAO e il CIHEAM, coordinato dall’Università di Bologna.
L’annuncio è arrivato a ridosso della Giornata mondiale dell’alimentazione – il 16 ottobre 2026 – in occasione della missione alle Nazioni Unite della campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero”.
Il risultato è frutto della missione strategica condotta in una sequenza di incontri ad alto livello, fra il Palazzo delle Nazioni Unite, la City Hall della metropoli americana e la prestigiosa Columbia University, consolidando la centralità internazionale del metodo italiano per il contrasto allo spreco alimentare.
Spreco Zero e Osservatorio WWI si confermano così una straordinaria buona pratica tricolore, esportata con successo oltreoceano per coordinare le politiche alimentari urbane e globali. Durante la conferenza “Advancing Food Waste Reduction”, promossa dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite insieme alle Rappresentanze diplomatiche della Repubblica Domenicana e della Giordania e co-promossa FAO, Andrea Segrè ha tenuto il suo keynote speech al Palazzo di Vetro dell’ONU, davanti ai delegati internazionali, introdotto dall’intervento del Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite a New York l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi.
Sono state illustrate le azioni condotte in oltre 25anni di ricerca e applicazioni concrete per contrastare lo spreco nonché i dati esclusivi del Cross Country Report WWI 2026 sullo spreco alimentare negli Stati Uniti.
“L’adozione del “modello” Waste Watcher International rappresenta la certificazione internazionale di un primato scientifico interamente italiano – dichiara il direttore scientifico Andrea Segrè – Non esportiamo solo numeri, ma un metodo integrato capace di mappare i comportamenti reali delle famiglie e proporre soluzioni efficaci per prevenire e ridurre lo spreco. Sapere che la nostra ricerca guiderà le strategie internazionali è la dimostrazione che l’Italia può autorevolmente coordinare l’impegno verso lo sviluppo sostenibile, per cogliere il nostro primo obiettivo: il Target 12.3 dell’Agenda ONU che chiede di dimezzare lo spreco entro il 2030, un ‘must’ globale nel quale ogni nazione del mondo è impegnata”.
La spinta innovativa del modello italiano ha trovato conferma nel confronto con l’amministrazione di New York. L’incontro bilaterale tra Andrea Segrè, in veste di Consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le politiche alimentari, e Siddhartha Sanchez, Executive Director del Mayor’s Office of Food Policy, ha formalizzato una svolta importante per la “Grande mela”: la metropoli statunitense ha scelto di puntare sullo “Sprecometro”, l’applicazione ideata dal team di Segrè per tracciare e prevenire lo spreco individuale, che per il contesto americano è stata tradotta e adattata con il nome di Wastemeter.
Questo strumento digitale consentirà alla rete urbana di New York di monitorare le abitudini dei cittadini e ottimizzare le politiche alimentari della città, agganciandosi al gemellaggio ideale con Bologna, che ha recentemente inserito il diritto al cibo (“ius cibi”) nel proprio Statuto.
“La consapevolezza che una metropoli globale come New York abbia mostrato un grande interesse per il nostro Sprecometro, che abbiamo già depositato negli USA come Wastemeter, dimostra che l’impegno nato e sviluppato a Bologna può cambiare concretamente i consumi di milioni di persone, al di là di ogni frontiera”, spiega Andrea Segrè. “Con lo Sprecometro/Wastemeter non ci si limita a un monitoraggio casalingo degli sprechi alimentari, oggi si possono monitorare anche le mense e i ristoranti e i contenuti che l’applicazione propone promuovono l’adozione di diete sane e sostenibili”.
La missione si è conclusa alla Columbia University, presso la Italian Academy, col forum “The Value of Food in a Changing Climate”. Qui Andrea Segrè, anche nella sua veste di Presidente di Casa Artusi, ha dialogato con Michael J. Puma, direttore del Center for Climate Systems Research della Columbia Climate School, alla presenza della celebre chef Lidia Bastianich. Durante il dibattito è emersa la totale convergenza scientifica sul nesso intrinseco tra riscaldamento globale e sostenibilità dei sistemi agroalimentari.
Proprio per questo, nel corso del summit, Segrè ha annunciato che nel 2027 la Campagna Spreco Zero valorizzerà al massimo il link tra crisi climatica e spreco di cibo. Un percorso in cui Lidia Bastianich giocherà un ruolo chiave: la chef sarà invitata in Italia dalla Campagna Spreco Zero per fare da “Ambasciatrice” globale di sostenibilità e prevenzione, unendo la cultura culinaria italiana UNESCO alla sfida ecologica contemporanea.


