Comitati di cittadini, attivisti e residenti, insieme ad alcuni esponenti politici, hanno bloccato l’accesso dei mezzi pesanti all’area in cui dovrebbero essere completati gli scavi archeologici (essenziali per presentare il progetto definitivo dell’impianto). Una situazione così tesa che, alla fine, dai rappresentanti del club giallorosso è arrivata la decisione di non riprendere i lavori, almeno nella giornata di oggi.
Una mattinata di forti tensioni a Pietralata, nell’area in cui dovrebbe sorgere il futuro stadio della Roma. I comitati dei cittadini, infatti, hanno occupato la strada d’accesso ai cantieri che alcuni mezzi pesanti avrebbero dovuto raggiungere per completare le ultime fasi degli scavi archeologici, essenziali affinché il club giallorosso presenti al Comune di Roma il progetto definitivo dell’impianto. Una situazione così caotica che, alla fine, è stato deciso di sospendere i lavori e di non far entrare nell’area i camion che trasportavano materiali per la recinzione.
Momenti di tensione a Pietralata. Polizia cerca di creare passaggio. #StadioDellaRoma pic.twitter.com/J4jvOzps5k
— ALESSIO DI FRANCESCO (@DiFrancescoAle) May 12, 2025
Le proteste sono iniziate intorno alle 7, quando alcuni manifestanti, residenti e membri dei vari comitati di cittadini di Pietralata contrari allo stadio, hanno provato a bloccare l’accesso ai mezzi pesanti che dovevano entrare nell’area degli scavi archeologici. Almeno una cinquantina i manifestanti presenti a inizio mattinata, con il loro numero che è aumentato con il passare dei minuti. Sul posto, anche la polizia, con due furgoni blindati, ma questo non è bastato a far calare la tensione.
Radio Roma Sound in diretta da Pietralata: arrivato furgone con materiali per recinzione area di cantiere scavi archeologici #StadiodellaRoma. Sul posto due daily della Polizia e una cinquantina di dimostranti del coordinamento “Sì a parco, sì all’ospedale, No allo stadio” pic.twitter.com/Oy8qYxJgnT
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In poco tempo, infatti, si è scatenato il caos: mentre i membri del comitato ‘Sì al parco, sì all’ospedale, no allo stadio’ si erano posti in presidio sulla strada, all’ingresso dell’area la situazione si è fatta sempre più tesa. Sul posto, oltre a residenti e attivisti, anche diversi esponenti politici che supportano la difesa del bosco urbano di Pietralata. Tra questi, c’erano Daniele Diaco (consigliere capitolino del M5S e vicepresidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale), Devis Dori (deputato di Alleanza Verdi-Sinistra) e Dario Tamburrano (parlamentare europeo del M5S). Tutti concordi nel chiedere al Comune di Roma di sospendere i lavori in attesa di nuove verifiche ambientali.
#StadiodellaRoma manifestanti impediscono passaggio camion che trasportano altre recinzioni per il cantiere degli scavi pic.twitter.com/qXCkfNTEmv
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In un primo momento, le forze dell’ordine avevano tentato di allontanare i manifestanti per liberare l’accesso dei camion all’area degli scavi. La situazione si è fatta però così tesa che alcuni rappresentanti dell’AS Roma, presenti sul posto, hanno preferito sospendere i lavori per la giornata di oggi, comunicando la loro decisione alle forze dell’ordine. A quel punto, i camion hanno invertito la marcia, allontanandosi dall’area. Sul posto, anche alcune ambulanze, per prestare assistenza ad alcune persone rimaste contuse, fortunatamente in maniera lieve.
❌ I mezzi lasciano la zona degli scavi a #Pietralata
@deangelisrr #ASRoma #StadioDellaRoma pic.twitter.com/3q3XH9PTcv
— Il Romanista (@ilRomanistaweb) May 12, 2025
“Finché sarà necessario, resteremo in presidio, con cittadini e cittadine, associazioni e comitati provenienti da tutta Roma, per difendere il patrimonio verde pubblico dall’ennesima azione di facciata di un progetto destinato a fallire e a cui crede ormai solo il sindaco di (AS) Roma, Roberto Gualtieri. No alla distruzione del verde per sondaggi fini a se stessi, no al taglio di alberi nei quartieri nel periodo di nidificazione, chiediamo il parco pubblico di Pietralata e lo vogliamo subito” – spiegano i manifestanti – “Dopo aver negato per tre anni l’esistenza di una bellissima area verde e di un bosco, con verifiche e indagini tuttora in atto, il sindaco e l’assessore Veloccia, sempre nella disperata ricerca di tranquillizzare l’opinione pubblica da cui cercano di attingere consensi, si rendono nuovamente responsabili di anteporre gli interessi di un privato alla cura e alla valorizzazione di un importante polmone verde del quadrante Est di cui, al contrario, dovrebbero farsi primi sostenitori“.
Dopo aver spiegato le proprie ragioni, gli attivisti hanno rincarato la dose contro l’amministrazione Gualtieri. “Eventuali frizioni, incomprensioni e denunce che dovessero avere luogo, saranno esclusiva responsabilità della palese incapacità dell’attuale Giunta di farsi promotrice di azioni che corrispondano a una visione realmente orientata all’interesse pubblico e in favore degli abitanti di Roma” – aggiungono i manifestanti – “Faremo tutto ciò che democraticamente e pacificamente sarà necessario per rappresentare tutto questo all’intera città. Finché ci sarà chi antepone interessi economici e/o politici al bene della cittadinanza, ci sarà sempre chi non avrà alcuna indulgenza verso queste persone e le loro azioni, perché una Roma pubblica, verde e sostenibile è possibile“.


