Su circa venti milioni di decessi ogni anno in tutto il mondo, tra i quattro e i sei milioni sono riconducibili a fattori di stress ambientale come inquinamento, contaminazioni chimiche e plastiche, e gli effetti dei cambiamenti climatici. Le principali società globali di cardiologia chiedono ai decisori politici di intervenire: “È il momento di agire su quelli che non sono solo obiettivi ambientali, ma soluzioni per migliorare la salute del cuore”.
Almeno un decesso per malattie cardiovascolari su cinque, in tutto il mondo, è dovuto a fattori di stress ambientale, come l’inquinamento atmosferico e acustico, la contaminazione chimica e plastica e i rischi legati ai cambiamenti climatici. Lo rivelano le principali società di cardiologia del mondo: la Società Europea di Cardiologia (ESC), l’American College of Cardiology (ACC), l’American Hearth Association e la World Heart Federation (WHF), in una dichiarazione congiunta, hanno infatti spiegato che l’esposizione ad un ambiente non sano causa tra i quattro e i sei milioni di decessi per malattie cardiovascolari sul totale di circa 20 milioni ogni anno.
🚨 1 in 5 global deaths from cardiovascular disease is linked to environmental factors like pollution, chemicals & climate hazards.
Leading societies @escardio, @American_Heart, @ACCinTouch and WHF call for urgent action and stronger regulations: https://t.co/o1013NecFi pic.twitter.com/1t49NJZhiG
— World Heart Federation (@worldheartfed) January 20, 2026
Di fronte a questo dato, le società mediche di cardiologia hanno chiesto un’azione urgente, a livello globale, per affrontare i fattori di stress ambientale come cause principali, ma prevenibili, di malattie cardiovascolari. La prevenzione sulle malattie cardiovascolari non può prescindere quindi dalla tutela ambientale, come spiega uno degli autori principali della dichiarazione, il tedesco Thomas Münzel, del Centro Medico Universitario di Magonza: “Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte in tutto il mondo e i fattori di stress ambientale ne sono diventati gli acceleratori silenziosi. Aria più pulita, città più silenziose e un clima più stabile non sono solo obiettivi ambientali, ma sono essenziali per la salute del cuore e per ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari in tutto il mondo“. Dello stesso avviso, anche un altro autore principale, Thomas F. Lüscher, presidente della Società Europea di Cardiologia (ESC): “Il cuore non esiste in modo isolato, batte all’interno di un ecosistema. I rischi ambientali devono essere affiancati, nelle valutazioni del rischio e nelle strategie di prevenzione, a fattori come il fumo, l’ipertensione e il diabete“.
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— American College of Cardiology (@ACCinTouch) January 14, 2026
“La nostra ricerca ha dimostrato gli impatti negativi sulla salute dell’inquinamento, del rumore, dell’aumento delle temperature e di altri fattori di stress ambientale” – ha invece spiegato Christopher Kramer, coautore della dichiarazione e presidente dell’American College of Cardiology (ACC) – “È il momento di agire per affrontare l’impatto dell’ambiente sulla salute cardiovascolare, ed è essenziale per ridurre il peso delle malattie cardiovascolari nel mondo“.
La dichiarazione congiunta invita i decisori politici ad adottare standard più rigorosi in materia di inquinamento atmosferico e acustico, eliminando gradualmente i combustibili fossili e regolamentando le sostanza chimiche tossiche. Keith Churchwell, coautore e già presidente dell’American Heart Association, ha spiegato: “Il nostro sforzo congiunto riflette la nostra comprensione condivisa della necessità di affrontare i fattori ambientali che influenzano la salute cardiaca. Lavorare insieme tra società e settori diversi è essenziale per creare un cambiamento significativo per il benessere cardiovascolare in tutto il mondo“. L’attuale presidente dell’American Hearth Association, Stacey E. Rosen, ha invece dichiarato: “La nostra associazione si impegna a promuovere la ricerca e a sensibilizzare l’opinione pubblica affinché possiamo proteggere meglio la salute del cuore sin dal principio, proteggendo il Pianeta“.
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