Il caso partito da un esposto dell’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi. Nel mirino dei giudici contabili della Corte dei Conti, il prezzo finale di acquisto del terreno di Santa Palomba, su cui sorgerà il termovalorizzatore: dal prezzo iniziale di quattro milioni di euro, Ama nel 2022 lo aveva acquistato per 7,4 milioni. La municipalizzata dei rifiuti capitolina garantisce che tutto è avvenuto regolarmente, ma opposizioni in Campidoglio e Comitati di cittadini contro l’impianto sono sul piede di guerra.
Il futuro termovalorizzatore di Roma nel mirino della Corte dei Conti, che ha invitato a dedurre quattordici persone nell’ambito di una indagine per presunto danno erariale. Nello specifico, il focus dei magistrati contabili si è concentrato sull’acquisto, da parte di Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti nella Capitale, del terreno su cui sorgerà l’impianto nella zona di Santa Palomba.
Quell’area, compresa tra i Comuni di Roma e Albano Laziale, al confine quindi tra la Capitale e i Castelli Romani, era stata acquistata nel 2022 per 7,4 milioni di euro, una cifra pari a quasi il doppio del valore iniziale di mercato, quattro milioni. L’indagine della Corte dei Conti era partita dopo che Virginia Raggi, ex sindaca di Roma e attuale consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, aveva presentato un esposto insieme al collega di partito, e parlamentare europeo, Dario Tamburrano. In quell’occasione, l’ex prima cittadina di Roma aveva spiegato a TeleAmbiente alcune delle ragioni dell’esposto: “A livello ambientale, siamo nel massimo dell’insostenibilità, poi i treni che dovevano trasportare i rifiuti in realtà non esistono più, si va su gomma e quindi altra CO2 e altro traffico. Cerco di essere riassuntiva, parliamo di oltre cinquanta pagine di esposto, e soprattutto questo avviene con dei costi spropositati a carico dei romani“.
La notizia ha scatenato subito le reazioni dei Comitati cittadini contrari al termovalorizzatore, ma anche delle opposizioni in Campidoglio. Sul piede di guerra non solo il Movimento 5 Stelle, ma anche e soprattutto i membri dell’Assemblea Capitolina di Lega e Fratelli d’Italia, che puntano il dito e chiedono chiarimenti al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessora Sabrina Alfonsi. Il Pd romano ha definito quelle richieste strumentali, mentre Ama ha reso noto di aver fiducia nell’operato della Corte dei Conti e di essere pronta a dimostrare che sia il prezzo finale che la procedura di compravendita risultano assolutamente regolari. Il prezzo del terreno, infatti, era stato accertato come congruo anche da una società individuata tramite una regolare procedura prevista dalle regole Consip.
Le indagini della Corte dei Conti sono solo in una fase preliminare e dovranno concentrarsi anche su altre criticità avanzate dai partiti di opposizione in Campidoglio e dai Comitati contro l’inceneritore dei cittadini dei Castelli Romani, come l’idoneità urbanistica dell’area e la presenza di vincoli strutturali. La notizia, però, è bastata per far esplodere nuove proteste, sia a livello politico che civico.


