Terre Margaritelli e Università degli Studi di Perugia unite in un progetto per produrre un vino ‘Low Alcol’ secondo natura. La cantina di Torgiano (Pg) ha avviato una ricerca innovativa in Italia per selezionare lieviti territoriali capaci di contenere la gradazione alcolica senza ricorrere a processi chimici o industriali.
In un mercato vinicolo globale sempre più orientato alla salute, alla leggerezza e alla sostenibilità, la cantina Terre Margaritelli di Torgiano, in Umbria, ha annunciato una partnership scientifica d’avanguardia con i Dipartimenti di Scienze Farmaceutiche e di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia.
Il progetto, piuttosto inedito nel suo genere sul territorio nazionale, ha l’obiettivo di ridefinire il concetto di ‘vini a basso contenuto alcolico’ attraverso lo studio, la selezione e l’impiego enologico di lieviti indigeni.

Mentre il settore discute ampiamente di dealcolizzazione, processo spesso oneroso e invasivo che prevede l’uso di additivi o alterazioni chimiche, Terre Margaritelli sceglie la via della circolarità produttiva.
La mission è ottenere vini low alcol (sotto i 10 gradi) agendo direttamente sulla fermentazione, ma senza i rischi della fermentazione spontanea incontrollata.
“Non vogliamo più affidarci al caso” hanno spiegato dalla cantina.
“Grazie all’Università – hanno aggiunto – abbiamo analizzato i ceppi di lievito presenti nei nostri vigneti per selezionare solo quelli capaci di fermentare in modo pulito, mantenendo l’identità del territorio ma limitando in modo naturale lo sviluppo di alcol”.
Tre pilastri per il vino del futuro
Il progetto di ricerca si sviluppa attorno a tre direttrici fondamentali.
Circolarità e identità, attraverso l’uso di lieviti propri della cantina si chiude il ciclo produttivo, eliminando la dipendenza da ceppi industriali estranei.
Sostenibilità integrale, con un approccio che garantisce naturalità e massima espressione del terroir di Torgiano.
Filosofia del Low Alcol con la creazione di un prodotto che sia vino a tutti gli effetti, ma con un contenuto alcolico ridotto nativamente.
I primi esperimenti hanno già individuato lieviti capaci di non superare i 10 gradi, mantenendo intatto il profilo aromatico senza manipolazioni post-produzione.
Verso la prossima vendemmia
La ricerca è già in fase avanzata: i primi risultati concreti saranno visibili a partire dalla prossima vendemmia, segnando il debutto di una nuova categoria di prodotti che unisce l‘antica tradizione umbra alla ricerca biotecnologica più moderna.
Il percorso non si fermerà ai lieviti: lo step successivo prevede lo studio in vigna per produrre uve da specifici vitigni con un contenuto zuccherino naturalmente più contenuto.
Terre Margaritelli con questo progetto si conferma hub di innovazione e custode della biodiversità vitivinicola italiana.


