The Swap Wave Project torna con un nuovo appuntamento venerdì 15 maggio dalle ore 16:00 al FusoLab, all'interno dell'Hip Hop Cinefest, anche per i bambini. 

“The Swap Wave Project” apre le porte per la prima volta anche ai più piccoli

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The Swap Wave Project torna con un nuovo appuntamento venerdì 15 maggio dalle ore 16:00 al FusoLab, all’interno dell’Hip Hop Cinefest, anche per i bambini. 

Per la prima volta, The Swap Wave Project apre le sue porte anche ai più piccoli. Uno spazio di scambio pensato non solo per adulti, ma anche per bambine e bambini, dove il gesto del baratto diventa un’esperienza educativa, creativa e sostenibile.

Come funziona? Porta i capi che non usi più (in buono stato) e scambiali in rapporto 1:1 con altri vestiti.
Lo swap è aperto sia ad adulti che a bambini, con una selezione dedicata anche ai più piccoli.

All’interno dell’Hip Hop Cinefest, lo swap diventa un atto concreto contro lo spreco e il fast fashion: un modo per dare nuova vita ai vestiti e trasmettere anche alle nuove generazioni un approccio più consapevole alla moda.

L’esperienza si inserisce in un contesto più ampio tra cinema, musica e cultura urbana, creando un momento di incontro tra famiglie, giovani e community.

 

 

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The Swap Wave Project, una moda più libera e sostenibile

The Swap Wave Project nasce a Roma nel luglio 2023 da un gruppo di amici con un desiderio chiaro: vivere la moda in modo più libero, sostenibile e personale. Così è nata un’idea semplice ma rivoluzionaria: gli eventi di scambio vestiti 1 a 1.

La regola è chiara: 1 capo = 1 token, sempre. Non conta se il capo è firmato, vintage o basic: ogni pezzo ha lo stesso valore, perché il valore sta nell’uso, non nel prezzo. L’obiettivo? Rimettere in circolo i vestiti, farli rinascere grazie a nuove storie. Ogni swap è un piccolo atto di resistenza ecologica, contro un’industria della moda che inquina, spreca e sfrutta. Ma è anche un momento per divertirsi, conoscersi, stare bene.

“Il progetto è nato per fare in modo che le persone possano scambiarsi i loro vestiti, sia per un’esigenza ecologica, a cui siamo tanto sensibili, sia per una questione economica. Sono degli eventi in cui tutti riescono a fare shopping in maniera gratuita. – racconta a TeleAmbiente Elisa, una delle fondatrici del progetto – La caratteristica del nostro swap è quella che non abbiamo mai dato valore al capo, quindi gli scambi avvengono sempre in maniera 1 a 1. Ogni capo corrisponde a un token, che sia un capo da 200 euro o da 50 cent. Il concetto è stato compreso da tutti”.

E aggiunge: “La nostra utenza è composta da tutte le generazioni, gruppi delle medie, universitari, coetanei, ma anche gente grande, tra i 60 e i 70 anni, c’è chi ha anche portato la nonna. Questa è la soddisfazione più grande, vedere delle generazioni che facevano fatica a indossare vestiti già indossati da altri e che adesso hanno sdoganato questa cosa”.

Cos’è uno swap party?

Il termine è di derivazione anglosassone: “swap” significa scambio e “party” festa, ovvero una festa del baratto, un mercatino per scambiarsi dall’abbigliamento agli accessori, che può essere organizzato tra amici e conoscenti, o si può partecipare ad eventi aperti a più persone.

Lo swap party nasce negli Usa, in particolare a New York, e si diffonde a partire dal 2000, arrivando anche in Italia. Lo scambio di vestiti si è sempre fatto, ma organizzato in forma di evento e con delle regole, è una novità di questo secolo che sta diventando un vero e proprio trend.

Un’ottima occasione per liberarsi di quello che non si usa più e avere in cambio qualcosa di “nuovo”, senza spendere, e, soprattutto, favorendo l’economia circolare e il riuso, riducendo l’impatto ambientale di uno dei settori tra i più inquinanti al mondo, quello della moda.

La regola principale dello swap party è che lo scambio può avvenire solo con articoli in ottime o buone condizioni e puliti.

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