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Ustica, verità e giustizia non possono essere archiviate

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I pm di Roma hanno chiesto di archiviare l’ennesima inchiesta sulla strage di Ustica ma gli avvocati di parte civile sono pronti ad opporsi, chiedendo che il gip non convalidi quella richiesta. Alla Camera, l’onorevole Andrea De Maria, deputato del Pd, ha organizzato una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, Daria Bonfietti (presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica) e don Luigi Ciotti (fondatore e presidente di Libera).

Di fronte al rischio concreto che il gip di Roma possa archiviare l’ennesima inchiesta sulla strage di Ustica, associazioni e politica fanno quadrato per opporsi e, dopo una conferenza stampa organizzata alla Camera dal deputato del Pd, Andrea De Maria, hanno anche sostenuto l’iniziativa degli avvocati di parte civile, che si sono opposti alla richiesta avanzata dai pm capitolini.

Siamo qui per chiedere che non venga archiviata l’indagine sulla strage di Ustica, devo dire che nella stessa motivazioni con cui la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione si conferma quello accaduto. E cioè una battaglia aerea nel territorio del Paese, che ha portato 81 vittime italiane innocenti e anche una violazione evidente della nostra sovranità nazionale” – ha spiegato l’onorevole Andrea De Maria, deputato del Partito democratico – “Noi chiediamo che le indagini continuino e in particolare stiamo chiedendo al governo italiano di assumere tutte le iniziative utili, con Paesi amici e alleati dell’Italia come Francia e Stati Uniti, per avere tutte le notizie che possono consentire ai magistrati di continuare quelle indagini“.

Non possiamo accettare che su questa vicenda si metta la parola fine senza essere riusciti a trovare anche gli autori materiali dell’evento. Sappiamo per certo che il DC-9 è stato abbattuto, ce lo ha detto nel 1999 il giudice Priore, sappiamo che tantissimi seguivano, vedevano e capivano tutto quello che avveniva, sappiamo moltissime cose. E i pm, l’anno scorso, hanno depositato 450 pagine che vi invito a leggere, dove viene spiegato ancora di tantissimi altri elementi che confortano la tesi dell’abbattimento di questo nostro aereo civile” – il punto di Daria Bonfietti, ex senatrice e presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica – “Ci fa davvero impressione, siamo sdegnati, siamo davvero provati nel pensare che in un Paese civile e democratico non si riesca ad appurare ancora gli autori materiali, che sono di Paesi nostri amici e alleati. Francesi, inglesi, americani e belgi erano presenti quella notte nei nostri cieli, credo che sia importante che anche la Magistratura vada avanti e, se non riuscirà a farlo, sarà una grande disfatta per la giustizia. Ma io spero che i nostri avvocati riusciranno a convinvere il gip di turno a riaprire, su tante vicende, delle inchieste importanti“.

Giustizia e verità non sono degli accessori della vita, sono la loro condizione fondamentale. Il diritto alla verità è un diritto fondamentale, il diritto di sapere, di non essere ingannati, di non essere manipolati e di non diventare inascoltati. Ora siamo qui perché non si può archiviare un percorso che è durato anni e che ha fatto emergere elementi molto importanti. Bisogna però arrivare al dunque, ci vuole ancora un supplemento di impegni, non si può archiviare in un momento particolare” – ha spiegato don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera – “Io voglio che non si dimentichi che la democrazia, tanto predicata nel nostro Paese e non solo, non può esistere senza verità, non è compatibile con le zone d’ombra, con gli abusi, con i silenzi complici. Dobbiamo liberare il passato dal velo di tante verità nascoste, manipolate, ma anche liberarci dalla retorica della memoria. Perché ricordiamo, giustamente, tutte le vittime di quella vicenda del DC-9, però se dobbiamo cercare la verità ci sono tanti elementi che ci indicano una direzione. Siamo qui allora per chiedere, anche se siamo piccoli e ci sentiamo fragili, di non archiviare un supplemento di impegno da parte di tutti“.

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